La salute delle persone e dell’ambiente viene prima degli interessi economici
Mentre a Bruxelles la Commissione intima al Parlamento di non porre limiti alla produzione e utilizzo dei PFAS perché comporterebbe “rischi per la competitività globale dell’Europa” in particolare nei settori della produzione di armi, aerospaziale e nella produzione di semiconduttori, ignorando al contempo i gravi effetti sulla salute dei cittadini esposti a queste sostanze, sono proprio i cittadini (in particolare i più esposti all’inquinamento) ad agire per chiedere la messa al bando di queste sostanze rivoltando il paradigma e mettendo la salute delle persone e la tutela dell’ambiente davanti agli interessi economici.
Nel Veneto devastato dal disastro Miteni sono decine le associazioni, i comitati e i gruppi organizzati di attivisti (tra i quali le Mamme No PFAS, Legambiente, ISDE, Italia Nostra), riuniti nel coordinamento Rete Zero Pfas Veneto, ad aver avviato mesi fa una campagna che ha l’obiettivo di chiedere al Parlamento italiano di attivarsi per una legge che metta al bando i PFAS vietandone la produzione, la commercializzazione e l’utilizzo. Per aumentare il peso politico della richiesta si è deciso di raccogliere l’adesione formale del livello amministrativo istituzionale più vicino ai cittadini: i comuni.
La Rete ha predisposto il testo di una mozione che è stata inviata ai protocolli di tutti i comuni della regione nel febbraio del 2024. Fino ad oggi sono 129 i comuni veneti che hanno approvato questa mozione, con una particolarità: 95 di questi sono nella provincia di Verona che è stata coperta quasi al 100% (ne mancano solo 3) grazie all’impegno di una piccola associazione culturale, Il Mondo di Irene, e della Mamme No Pfas che hanno preso a cuore la causa andando a contattare personalmente i sindaci e gli amministratori di ogni singolo comune trovando sempre disponibilità e accoglienza sul tema.

Gli attivisti festeggiano l’approvazione della mozione nel comune di Garda, il 95 della provincia di Verona, con il Sindaco e i consiglieri
La mozione è stata nel frattempo approvata anche dal consiglio regionale del Veneto (oltre che da quelli di Piemonte e Umbria) e dai consigli provinciali di Verona e Vicenza e da qualche comune in Lombardia, Piemonte e Liguria. Ora il lavoro proseguirà per aumentare la copertura anche nelle altre province venete.
L’esperienza fatta nella provincia di Verona, con la partecipazione di rappresentanti delle associazioni alle sedute dei Consigli comunali in occasione dell’approvazione della mozione, ha permesso di creare una rete con gli amministratori che diventa ora strumento di sensibilizzazione sul tema dell’inquinamento da PFAS con il progetto di un evento divulgativo rivolto a sindaci, amministratori e cittadini che verrà organizzato in collaborazione con la Provincia di Verona nelle prossime settimane.
La storia è stata raccontata da Giuseppe Pietrobelli in un articolo sul Fatto Quotidiano online:
https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/01/19/pfas-indispensabili-per-le-armi-gravi-effetti-sulla-salute-mettiamoli-al-bando-dal-veneto-lappello-dei-cittadini/8260685/

