Comunicato stampa: replica al Comunicato stampa di Assofond del 9 marzo 2026

Vicenza, 11 marzo 2026
COMUNICATO STAMPA
Siamo basiti che, dopo quasi due anni di discussione sul progetto industriale Silva e su tutte le problematiche
ambientali e sanitarie ad esso connesse (progetto presentato da Silva Srl del gruppo EcoEridania) a 4 giorni dalla
Conferenza dei servizi decisoria, i portatori d’interesse dell’azienda stessa si esprimano con questi generici toni
favorevoli. Non si tiene in minima considerazione qualsivoglia ricaduta, sia possibile che certa, sul territorio, sui suoi
abitanti e sulle acque potabili. Si omette inoltre di parlare del vero nuovo progetto, ossia il trattamento di rifiuti
sanitari e lo stoccaggio di rifiuti, moltissimi dei quali anche pericolosi, che si andrebbe contemporaneamente a
realizzare. Facciamo riferimento al comunicato stampa di Assofond, diffuso nella mattinata di lunedì 9 marzo, e che
porta il sostegno del vicepresidente di Assofond, Franco Vicentini, al controverso progetto di Silva.
Nulla di più prevedibile, ma allo stesso modo preoccupante, perché conferma come la salute della popolazione, che
vive a fianco all’impianto, ma anche dei padovani che bevono quotidianamente l’acqua prelevata a Novoledo, passi
sempre in secondo piano.
Ma quali benefici per l’ambiente? Quali migliorie sono apportate, se i processi industriali libereranno così tante
diossine che neppure nel progetto sono state dettagliate per tipologie e concentrazioni? Quando l’ULSS ha fatto
presente questo aspetto in conferenza dei servizi, non è neppure stata presa in considerazione: Arpav ha risposto che
a 250 gradi non si liberano diossine. Tuttavia, i 250 gradi si raggiungono durante la sterilizzazione dei rifiuti sanitari; le
diossine invece si liberano dal trattamento termico delle sabbie da fonderia, che arriva a circa 800-1000 gradi, troppo
poco per eliminare le molecole dei PFAS.
Non possiamo credere che ci si voglia nascondere dietro al velo dell’ignoranza. Questo è già stato fatto nel caso delle
terre contaminate provenienti dai cantieri della Pedemontana Veneta e interrate in quasi 30 siti del nostro territorio.
Questo procedimento industriale libererà senz’altro sostanze tossiche nell’aria, ma, nonostante vengano pagati i
migliori studi tecnici ed esperti chimici, ancora non si vuole dichiarare che la produzione sarà impattante e dannosa
per le persone interessate.
La Commissione Europea è in allerta e sta vigilando su questo tema: sta attenzionando il territorio vicentino che
troppo è stato svenduto all’interesse economico di pochi. A pagarne le spese poi sono gli abitanti con la loro salute e
le loro tasse. Ricordiamo che da 40 anni le persone residenti nei dintorni lamentano la presenza di polveri nere che
cadono sui davanzali, vialetti, alberi e orti. Lamentano l’incidenza di tumori, malattie respiratorie, cardiache ed
autoimmuni. La gestione del sito è insoddisfacente ed emblematica dello scarso interesse dell’azienda verso la salute
di abitanti e territorio circostante.
La mala gestione attuale come si giustifica? Gli Enti controllori non hanno la forza e la capacità per controllare il
rispetto delle prescrizioni attuali. Chiediamo un confronto con le associazioni industriali. Chiediamo che la politica
risponda a queste deprecabili e offensive sponsorizzazioni del progetto Silva. Ci hanno tolto la salute e la qualità della
vita per decenni: non accettiamo che vengano a chiederci ulteriori sacrifici.
Firmato: Rete Zero Pfas Veneto
Per contatti: info.veneto@zeropfas-italia.org

