{"id":723,"date":"2026-03-04T20:30:24","date_gmt":"2026-03-04T19:30:24","guid":{"rendered":"https:\/\/www.zeropfas-italia.org\/?p=723"},"modified":"2026-03-04T20:30:25","modified_gmt":"2026-03-04T19:30:25","slug":"stop-pfas-forum-bruxelles-03-06-marzo-2026-perche-chiediamo-zero-pfas","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.zeropfas-italia.org\/?p=723","title":{"rendered":"STOP PFAS FORUM &#8211; Bruxelles 03-06 marzo 2026. Perch\u00e9 chiediamo Zero Pfas"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"768\" src=\"https:\/\/www.zeropfas-italia.org\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/WhatsApp-Image-2026-03-03-at-22.17.50-1024x768.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-725\" srcset=\"https:\/\/www.zeropfas-italia.org\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/WhatsApp-Image-2026-03-03-at-22.17.50-1024x768.jpeg 1024w, https:\/\/www.zeropfas-italia.org\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/WhatsApp-Image-2026-03-03-at-22.17.50-300x225.jpeg 300w, https:\/\/www.zeropfas-italia.org\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/WhatsApp-Image-2026-03-03-at-22.17.50-768x576.jpeg 768w, https:\/\/www.zeropfas-italia.org\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/WhatsApp-Image-2026-03-03-at-22.17.50-1536x1152.jpeg 1536w, https:\/\/www.zeropfas-italia.org\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/WhatsApp-Image-2026-03-03-at-22.17.50.jpeg 2048w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Produzione\/Industrie<\/h2>\n\n\n\n<p>Ogni anno vengono immesse sul mercato nuove molecole chimiche; nel caso dei PFAS, le sostanze<br>appartenenti alla classe superano oggi le 10.000 unit\u00e0. Una volta utilizzate nei processi industriali o<br>nei prodotti di consumo, molte di queste sostanze entrano nell\u2019ambiente ed essendo persistenti, si<br>accumulano in aria, acqua, suolo, fauna e nell\u2019organismo umano. Le sostituzioni con molecole a<br>catena corta non si sono rivelate pi\u00f9 sicure. Tutte le molecole con legame fluoro-carbonio sono<br>di\udbc0\uddaficili da eliminare, perch\u00e9 la loro stabilit\u00e0 chimica \u00e8 legata alla stessa struttura di base. Comunque,<br>quando si riesce a dimostrare con certezza la tossicit\u00e0 di una molecola, e spesso ci vogliono anni, la<br>di\udbc0\uddafusione ambientale \u00e8 gi\u00e0 avvenuta, il bioaccumulo \u00e8 avanzato e la bonifica diventa complessa e<br>costosa.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><br>Cosa fare?<\/h2>\n\n\n\n<p><br>A. Applicare realmente il principio di precauzione<\/p>\n\n\n\n<p><br>L\u2019art. 191 del Trattato sul Funzionamento dell\u2019Unione Europea stabilisce che la politica ambientale<br>dell\u2019UE si fonda sul principio di precauzione.<br>Ci\u00f2 significa che, in presenza di ragionevoli indicazioni di rischio e di incertezza scientifica, le sostanze<br>non dovrebbero essere immesse sul mercato fino a quando non sia dimostrata la loro sicurezza. Non<br>si devono attendere i danni evidenti per l\u2019eliminazione delle molecole dal mercato. Il principio<br>secondo cui \u00e8 preferibile prevenire piuttosto che curare assume, in medicina ambientale, un valore<br>strategico. La mancata applicazione della prevenzione primaria non produce solo danni sanitari, ma<br>causa anche un aumento rilevante dei costi economici, diretti e indiretti, legati alla gestione delle<br>patologie croniche e alle conseguenze ambientali.<\/p>\n\n\n\n<p><br>B. Serve una valutazione preventiva strutturata<\/p>\n\n\n\n<p><br>Tutte le sostanze chimiche devono essere sottoposte a una valutazione preventiva rigorosa e<br>proporzionata al loro profilo di rischio, con un onere della prova chiaro a carico del produttore. Per le<br>molecole persistenti, bioaccumulabili e tossiche (PBT), tanto quanto per quelle PMT (Persistenti,<br>mobili e tossiche) come molti PFAS, la soglia di accettabilit\u00e0 deve essere ancora pi\u00f9 rigorosa. Prima<br>dell&#8217;immissione sul mercato tutte le sostanze chimiche inventate dall\u2019uomo dovrebbero essere<br>sottoposte a: studi tossicologici completi, valutazione di persistenza ambientale (es. biodegradabilit\u00e0,<br>mobilit\u00e0, persistenza), valutazione del potenziale di bioaccumulo, studi per valutare l\u2019interferenza<br>endocrina, la mutagenicit\u00e0, la genotossicit\u00e0, la tossicit\u00e0 riproduttiva e la valutazione del destino<br>ambientale a lungo termine. Sono necessari maggiori controlli su quanto viene e\udbc0\uddafettivamente<br>studiato e dichiarato da parte delle aziende all\u2019Agenzia europea per le sostanze chimiche (ECHA) ai<br>sensi del regolamento REACH (Registrazione, Valutazione, Autorizzazione e Restrizione delle sostanze<br>chimiche).<br><br>C. Necessit\u00e0 di disporre di standard analitici<\/p>\n\n\n\n<p><br>Il fatto che una sostanza sia inserita nel regolamento REACH non significa automaticamente che sia<br>facile o possibile misurarla con precisione nell\u2019acqua, nel suolo o nel sangue. Per poterla misurare<br>servono metodi a\udbc0\uddafidabili, strumenti adeguati e standard di laboratorio specifici.<br>In molti casi, soprattutto per sostanze come i PFAS, oggi siamo in grado di identificare e quantificare<br>solo una piccola parte delle molecole realmente presenti. L\u2019agenzia americana per l\u2019ambiente (EPA)<br>sostiene che meno dell\u20191% \u00e8 realmente noto e misurabile. Questo significa che ci\u00f2 che viene misurato<br>non rappresenta l\u2019intera esposizione reale ma solo una minima parte!<br>Le aziende devono mettere a disposizione delle autorit\u00e0 di controllo gli standard analitici necessari<br>per identificare e misurare le sostanze che producono o utilizzano, prevedendo modalit\u00e0 che tutelino<br>eventuali segreti industriali. Solo in questo modo le autorit\u00e0 possono e\udbc0\uddafettuare controlli reali<br>sull\u2019ambiente, sul biomonitoraggio e sul rispetto delle autorizzazioni. Senza standard analitici, il<br>controllo \u00e8 impossibile!<\/p>\n\n\n\n<p><br>D. Adottare processi di chimica verde<\/p>\n\n\n\n<p><br>La cosiddetta chimica verde \u201cGreen Chemistry\u201d si basa essenzialmente sullo studio e sul disegno di<br>processi e prodotti che siano ecosostenibili e poco tossici per l\u2019uomo e per l\u2019ambiente. Un processo<br>chimico verde \u00e8 progettato da zero per avere un impatto minimo sull&#8217;ambiente, cio\u00e8 previene e riduce<br>all\u2019origine la necessit\u00e0 di smaltire sostanze tossiche. Un processo chimico verde \u00e8 &#8220;benigno per<br>progetto\u201d, cio\u00e8 il rispetto dell\u2019ambiente \u00e8 una caratteristica imprescindibile del processo di<br>produzione. Fare chimica verde non \u00e8 solo positivo per l&#8217;ambiente, ma rende i progetti produttivi pi\u00f9<br>redditizi.<\/p>\n\n\n\n<p><br>E. Produzione a circuito chiuso<\/p>\n\n\n\n<p><br>Nel caso in cui superassero l\u2019iter di valutazione delle sostanze progettate, le aziende dovrebbero<br>adottare un sistema a circuito chiuso, finalizzato a ridurre al minimo gli scarti e a riutilizzare le risorse<br>all\u2019interno dello stesso ciclo produttivo. In questi sistemi l\u2019acqua, i materiali e i sottoprodotti vengono<br>recuperati, rigenerati e reinseriti nel processo, evitando dispersioni nell\u2019ambiente, non prima tuttavia<br>di aver verificato che quanto viene reimpiegato non presenti profili di pericolosit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p><br>F. Trasparenza e tracciabilit\u00e0<\/p>\n\n\n\n<p><br>Ogni azienda dovrebbe dichiarare: a chi vende la sostanza, in quali applicazioni viene utilizzata, in<br>quali prodotti finisce. La tracciabilit\u00e0 \u00e8 fondamentale per gestire il ciclo di vita della sostanza dalla sua<br>produzione allo smaltimento e per intervenire in caso di contaminazione.<\/p>\n\n\n\n<p><br>G. Responsabilit\u00e0 economica e riconversione<\/p>\n\n\n\n<p><br>Le bonifiche ambientali, la realizzazione di nuovi sistemi di filtrazione, i costi sanitari, agricoli e di<br>gestione dei rifiuti comportano spese enormi. Secondo una stima della Direzione Generale Ambiente<br>della Commissione Europea (29 gennaio 2026), se l\u2019attuale livello di inquinamento da PFAS dovesse<br>proseguire senza ulteriori interventi, il costo cumulativo per l\u2019Unione Europea potrebbe raggiungere<br>circa 440 miliardi di euro entro il 2050. Gi\u00e0 ora l\u2019inquinamento \u00e8 tale che se non si interviene con<br>urgenza ed e\udbc0\uddaficacia lasceremo una eredit\u00e0 tossica alle generazioni future. \u00c8 chiaro che i danni<br>ambientali e sanitari si ripercuotono in termini economici sui governi e su ogni cittadino. Per tale<br>motivo la produzione \u00e8 svantaggiosa per tutti. Se si prendessero misure immediate di contenimento<br>del danno, tutti questi costi diminuirebbero e la quota risparmiata dovrebbe essere investita per<br>aiutare le aziende stesse a intraprendere una riconversione tecnologica, alla ricerca di percorsi<br>innovativi per alternative sicure, al supporto alle imprese che abbandonano la produzione e l\u2019utilizzo<br>dei PFAS.<\/p>\n\n\n\n<p><br>H. Etichettatura<\/p>\n\n\n\n<p><br>Ogni prodotto dovrebbe indicare chiaramente se contiene PFAS, quale tipo di PFAS, in quale quantit\u00e0.<br>Questo per garantire trasparenza e informazione ai cittadini. Inoltre, dovrebbero essere previsti<br>dettagliati oneri informativi e obblighi di tracciabilit\u00e0 per ogni sostanza chimica prodotta e<br>commercializzata, indipendentemente dal tonnellaggio della produzione.<br>I prodotti contenenti PFAS dovrebbero riportare la presenza della sostanza o della classe, la sua<br>funzione tecnologica, indispensabile per comprendere l\u2019essenzialit\u00e0 dell\u2019uso, la quantit\u00e0.<br>Il consumatore pu\u00f2 scegliere di proteggere la propria salute solo se conosce con chiarezza cosa<br>contiene un prodotto. Senza un\u2019etichettatura completa, la scelta non \u00e8 realmente libera n\u00e9<br>consapevole.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"769\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/www.zeropfas-italia.org\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/WhatsApp-Image-2026-03-04-at-09.01.43-769x1024.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-726\" style=\"aspect-ratio:0.7509854851031321;width:426px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.zeropfas-italia.org\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/WhatsApp-Image-2026-03-04-at-09.01.43-769x1024.jpeg 769w, https:\/\/www.zeropfas-italia.org\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/WhatsApp-Image-2026-03-04-at-09.01.43-225x300.jpeg 225w, https:\/\/www.zeropfas-italia.org\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/WhatsApp-Image-2026-03-04-at-09.01.43-768x1022.jpeg 768w, https:\/\/www.zeropfas-italia.org\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/WhatsApp-Image-2026-03-04-at-09.01.43-1154x1536.jpeg 1154w, https:\/\/www.zeropfas-italia.org\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/WhatsApp-Image-2026-03-04-at-09.01.43.jpeg 1202w\" sizes=\"auto, (max-width: 769px) 100vw, 769px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">RIFIUTI<\/h2>\n\n\n\n<p><br>Anche se la produzione si arrestasse oggi, dopo oltre mezzo secolo di sversamento in ambiente e di<br>pervasivit\u00e0 nelle produzioni, rimarrebbe il problema dei prodotti gi\u00e0 in circolazione e del loro fine vita.<br>Il ciclo del rifiuto PFAS rappresenta un \u201ccircolo vizioso\u201d dove essi non scompaiono, ma si spostano da<br>un comparto ambientale all\u2019altro, rientrando continuamente nel ciclo ambientale.<br>DISCARICHE: i prodotti contaminati generano percolato che pu\u00f2 inquinare suolo, corpi idrici<br>superficiali e falde. Il trattamento del percolato e delle acque contaminate richiede tecnologie<br>avanzate e crea fanghi e filtri esausti arricchiti in PFAS, altrettanto di\udbc0\uddaficili da smaltire.<br>INCENERIMENTO: Le tecnologie progettate per la degradazione dei PFAS non sono e\udbc0\uddaficienti. La<br>distruzione completa di molte molecole PFAS richiede temperature elevate e condizioni controllate.<br>Gli impianti di incenerimento attualmente in funzione non operano alle temperature necessarie per la<br>completa degradazione (per alcuni PFAS occorrono fino a 1400 \u00b0C). In assenza delle condizioni<br>ottimali, \u00e8 possibile la formazione di sottoprodotti, nuove molecole, residui. Le molecole volatili<br>finiscono in aria, una quota rilevante finisce nelle ceneri e torna in discarica, questa volta per rifiuti<br>speciali.<br>Per cui le molecole si disperdono nell\u2019aria, nelle ceneri, nel suolo.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">DELOCALIZZAZIONE PRODUTTIVA<br><\/h2>\n\n\n\n<p>Spostare la produzione fuori dall\u2019Unione Europea e poi reimportare prodotti che contengono PFAS non<br>risolve il problema, lo sposta soltanto in un altro Paese. Inoltre, i prodotti che contengono PFAS sono<br>essi stessi una fonte di contaminazione: durante l\u2019uso possono rilasciare sostanze e, a fine vita,<br>diventano rifiuti che continuano a inquinare. Anche se si riduce la contaminazione legata al processo<br>industriale, resta quella legata ai prodotti in circolazione.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"576\" src=\"https:\/\/www.zeropfas-italia.org\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/WhatsApp-Image-2026-03-04-at-09.01.42-1024x576.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-727\" srcset=\"https:\/\/www.zeropfas-italia.org\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/WhatsApp-Image-2026-03-04-at-09.01.42-1024x576.jpeg 1024w, https:\/\/www.zeropfas-italia.org\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/WhatsApp-Image-2026-03-04-at-09.01.42-300x169.jpeg 300w, https:\/\/www.zeropfas-italia.org\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/WhatsApp-Image-2026-03-04-at-09.01.42-768x432.jpeg 768w, https:\/\/www.zeropfas-italia.org\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/WhatsApp-Image-2026-03-04-at-09.01.42-1536x864.jpeg 1536w, https:\/\/www.zeropfas-italia.org\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/WhatsApp-Image-2026-03-04-at-09.01.42.jpeg 1600w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">EFFETTI SUI BAMBINI<\/h2>\n\n\n\n<p><br>I bambini rappresentano una popolazione particolarmente vulnerabile. Nei bambini l\u2019esposizione ai<br>PFAS richiede un\u2019attenzione particolare perch\u00e9 inizia gi\u00e0 prima della nascita, durante la gravidanza. I<br>primi anni di vita rappresentano una fase di grande vulnerabilit\u00e0 biologica, in cui organi e sistemi sono<br>ancora in formazione. Inoltre, durante la crescita, i bambini assumono proporzionalmente pi\u00f9 acqua,<br>cibo e aria rispetto al loro peso corporeo, e questo favorisce un accumulo maggiore nel tempo. Per<br>questo l\u2019esposizione cumulativa nell\u2019infanzia pu\u00f2 avere conseguenze pi\u00f9 rilevanti sulla salute dei<br>futuri adulti. A questo si aggiunge il fatto che i limiti previsti dagli enti regolatori non sono stabiliti per<br>proteggere la salute, ma sono compromessi regolatori che tengono conto anche della disponibilit\u00e0 di<br>standard analitici e della possibilit\u00e0 concreta di far rispettare il limite nella realt\u00e0 tecnica ed<br>economica.<br>L\u2019EFSA ha stabilito per alcuni PFAS una Dose Settimanale Tollerabile (TWI) di 4,4 ng\/kg di peso<br>corporeo\/settimana. Ci\u00f2 significa che La TWI di un bambino di 20 kg sarebbe 88 ng\/settimana.<br>Se il bambino consuma un\u2019acqua potabile contenente 100 ng\/L (valore massimo consentito per la<br>somma di 30 PFAS secondo la direttiva europea), il consumo di 1 litro al giorno comporterebbe<br>l\u2019ingestione di 700 ng\/settimana. Un valore che supera ampiamente la TWI calcolata per quel peso<br>corporeo. Se poi si considera che molti altri alimenti contengono PFAS e che esistono altre molteplici<br>fonti di esposizione, non \u00e8 di\udbc0\uddaficile immaginare il rischio cui sono esposti i pi\u00f9 piccoli.<br>Ricordiamo che la Risoluzione ONU 48\/13 dell\u20198\/10\/2021 sancisce il diritto di ogni persona a godere di<br>un ambiente pulito, sano e sostenibile. Calpestare tale diritto comporta la violazione di altri diritti<br>essenziali come quello della salute.<\/p>\n\n\n\n<ol class=\"wp-block-list\"><\/ol>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.zeropfas-italia.org\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/WhatsApp-Image-2026-03-04-at-14.09.53-1024x768.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-728\"\/><\/figure>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Produzione\/Industrie Ogni anno vengono immesse sul mercato nuove molecole chimiche; nel caso dei PFAS, le sostanzeappartenenti alla classe superano oggi le 10.000 unit\u00e0. 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