{"id":810,"date":"2026-03-14T14:20:05","date_gmt":"2026-03-14T13:20:05","guid":{"rendered":"https:\/\/www.zeropfas-italia.org\/?p=810"},"modified":"2026-03-14T14:21:14","modified_gmt":"2026-03-14T13:21:14","slug":"toscana-il-consiglio-regionale-della-toscana-approva-una-mozione-sui-pfas","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.zeropfas-italia.org\/?p=810","title":{"rendered":"Toscana | Il Consiglio Regionale della Toscana approva una mozione sui PFAS"},"content":{"rendered":"\n<p>In data 11 marzo 2026, presentata dal Movimento 5 Stelle e votata da tutti i gruppi consiliari, il Consiglio&nbsp;Regionale della Toscana ha&nbsp;approvato la mozione n.10 in merito alla contaminazione da PFAS.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>La &#8220;<strong>Rete Zero Pfas Toscana<\/strong>&#8220;, da tempo\u00a0impegnata a\u00a0portare\u00a0all\u2019attenzione della politica e della cittadinanza questo grave problema, auspica ora che gli impegni previsti nell&#8217;atto amministrativo siano realizzati.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.zeropfas-italia.org\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/consiglio-regionale.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-811\"\/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Immagine d&#8217;archivio del Consiglio Regionale della Toscana<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Di seguito il testo della mozione approvata.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>MOZIONE n. 10 \u2013 TESTO SOSTITUTIVO<\/strong><br><\/p>\n\n\n\n<p>In merito alla contaminazione da PFAS\u201d<br><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Il Consiglio regionale<\/strong><br><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Premesso che:<\/strong><br>&#8211; i PFAS (Perfluoroalchiliche) sono composti artificiali di sintesi contenenti atomi di Carbonio, Fluoro,<br>Ossigeno e Idrogeno. Il legame Carbonio-Fluoro \u00e8 un legame chimicamente molto forte, tanto da<br>garantire stabilit\u00e0 chimica e termica. Proprio questa particolare stabilit\u00e0 chimica rende i PFAS molto<br>utilizzati ai fini commerciali. Al contempo, per\u00f2, la loro resistenza alla degradazione e la conseguente<br>persistenza nell\u2019ambiente li rende anche potenziali contaminanti ambientali. I pi\u00f9 comuni ed utilizzati<br>sono i PFOA e PFOS;<br>&#8211; i PFAS vengono utilizzati dai primi anni \u201950 proprio per caratteristiche di resistenza alle alte<br>temperature e alla degradazione; sono repellenti all\u2019acqua, al grasso, all\u2019olio, allo sporco e si<br>accumulano nei tessuti sia dell\u2019uomo che degli animali e, per queste peculiarit\u00e0, li possiamo rinvenire<br>nelle vernici, schiume antincendio, rivestimenti protettivi per gli indumenti, pesticidi, rivestimenti per<br>pentole, carta da forno, contenitori per l\u2019asporto dei cibi, cosmetici, detersivi ed altro ancora;<br>&#8211; i PFAS si diffondono principalmente attraverso l\u2019aria e l\u2019acqua e possono provocare danni alla salute<br>umana e all\u2019ambiente anche a grande distanza dalla fonte di emissione (si pensi al percolare dell\u2019acqua<br>nel sottosuolo fino alla falda).<br><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Considerato che:<\/strong><br>&#8211; la Convenzione di Stoccolma sugli inquinanti organici persistenti, ratificata dall\u2019Italia con la legge 12<br>luglio 2022, n. 93 \u2013 \u201cRatifica ed esecuzione della Convenzione di Stoccolma sugli inquinanti organici<br>persistenti, con Allegati, fatta a Stoccolma il 2 maggio 2001\u201d \u2013 ha inserito i PFOA tra le sostanze la<br>cui produzione \u00e8 vietata, mentre sono stati fortemente limitati gli usi dei PFOS e PFOSF;<br>&#8211; l\u2019esposizione dell\u2019uomo ai PFAS avviene in diversi modi: quello pi\u00f9 importante \u00e8 l\u2019ingestione di cibo<br>o di acqua potabile contaminata. Studi effettuati dall\u2019Istituto Superiore della Sanit\u00e0 hanno dimostrato<br>una correlazione tra l\u2019esposizione ai PFAS e gli effetti negativi sul sistema immunitario, sistema<br>endocrino, riproduzione e fertilit\u00e0 sia femminile sia maschile. Infatti, i PFOA hanno una struttura<br>molecolare molto simile al testosterone e per questo l\u2019organismo li scambia riducendo la produzione<br>di quest\u2019ultimo anche del 40%. Sono ancora in fase di studio le correlazioni con i disturbi<br>cardiovascolari, Alzheimer e colite ulcerosa;<br>&#8211; dalla lettura dell\u2019annuario dei dati ambientali 2023 prodotto da ARPAT, che monitora le acque<br>superficiali e sotterranee per verificare il raggiungimento degli obiettivi di qualit\u00e0, cos\u00ec come<br>riepilogati anche nel report di Greenpeace Italia \u201cInquinamento da PFAS in Toscana\u201d, emerge che nel<br>2022 sul totale delle stazioni di monitoraggio i PFAS sono stati ricercati in una porzione significativa<br>delle stazioni di monitoraggio.<br>&#8211; I risultati inerenti queste analisi hanno evidenziato come nel 76% delle acque superficiali e nel 36%<br>delle acque sotterranee risultino residui di PFAS superiori al limite di quantificazione.<br>&#8211; Come emerge dal rapporto ARPAT 2025, per quanto concerne il superamento degli standard di<br>qualit\u00e0 ambientale (SQA), tale criticit\u00e0 ha riguardato il 46% delle stazioni monitorate nelle acque<br>superficiali, mentre per le acque sotterranee, pur essendoci una diffusa presenza di residui, nel 2022<br>non sono stati registrati superamenti dei limiti SQA nelle stazioni della rete regionale;<br>&#8211; alla luce delle analisi effettuate da ARPAT nel 2022 e sopra riportate, nel mese di gennaio 2024<br>Greenpeace Italia ha pubblicato il risultato di analisi realizzate in propria autonomia tramite centri<br>analisi certificati in merito alla presenza dei PFAS nelle acque toscane.<br>Nel report si legge quanto segue:<br>\u201cI risultati dell\u2019analisi target hanno mostrato le concentrazioni pi\u00f9 elevate nel Rio Malucco, a monte e a valle<br>del depuratore Cuoio-Depur (290,9 nanogrammi\/litro e 223,8 nanogrammi\/litro rispettivamente per la somma<br>di tutti i PFAS monitorati), e nel Fosso Calicino a Prato che riceve i reflui di uno dei depuratori ubicati nel<br>distretto tessile (quello di Calice, 241 nanogrammi\/litro).<br>Anche i quantitativi misurati nel fiume Ombrone a Carmignano, a valle del distretto tessile, mostrano<br>concentrazioni elevate: 116,5 nanogrammi\/litro.<br>Piuttosto sorprendentemente i livelli misurati nel Rio Frizzone a Porcari (distretto cartario) sono paragonabili:<br>a valle dello scarico del depuratore Aquapur le concentrazioni sono pari a 107,6 nanogrammi\/litro.\u201d<br><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Rilevata<\/strong><br>pertanto, alla luce del complesso tema circa la presenza di PFAS nelle acque, la necessit\u00e0 di un maggior<br>approfondimento e analisi del tema al fine di comprendere con certezza la fonte dell\u2019inquinamento e le<br>iniziative gestionali ed impiantistiche necessarie per garantire alle acque lo stato chimico e biologico buono;<br><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Ricordato quanto segue:<br><\/strong>&#8211; con delibera n. 830 del 15-07-2024 recante in oggetto: \u201cPiano nazionale per gli investimenti<br>complementari al PNRR (PNC) \u2013 Approvazione Accordo di collaborazione tra la Regione Veneto e la<br>Regione Toscana finalizzato a disciplinare la realizzazione delle attivit\u00e0 di interesse comune volte al<br>raggiungimento degli obiettivi del progetto 1.2 \u2018Sviluppo e implementazione di due specifici<br>programmi operativi pilota per la definizione di modelli di intervento integrato salute-ambiente e<br>clima in siti contaminati di interesse nazionale\u2019 \u2013 modello di intervento 2 \u2018Valutazione<br>dell\u2019esposizione di popolazione agli inquinanti organici persistenti, metalli e PFAS ed effetti sanitari,<br>con particolare riferimento alle popolazioni pi\u00f9 suscettibili\u2019\u201d, la Giunta regionale ha approvato<br>l\u2019accordo di collaborazione con la Regione Veneto finalizzato alla realizzazione del progetto pilota;<br>&#8211; progetto che vede coinvolte anche le Regioni Lombardia, Marche, Umbria, Campania, Calabria e<br>Puglia e che per la Toscana riguarda il Sito di Interesse Nazionale (SIN) di Livorno-Collesalvetti e<br>Piombino;<br>&#8211; con Delibera n. 505 del 22-04-2025 recante in oggetto \u201cPNC \u2018Salute-ambiente-biodiversit\u00e0-clima\u2019 \u2013<br>Investimento 1.2, modello di intervento 2 \u2018Valutazione dell\u2019esposizione di popolazione agli inquinanti<br>organici persistenti, metalli e PFAS ed effetti sanitari, con particolare riferimento alle popolazioni pi\u00f9<br>suscettibili\u2019: approvazione Accordi di collaborazione tra la Regione Toscana ed enti del SRPS ed<br>SNPA della Toscana, finalizzati a disciplinare la realizzazione delle attivit\u00e0 e destinazione delle<br>risorse finanziarie\u201d, la Giunta regionale ha provveduto ad approvare specifici schemi di accordo con<br>gli enti coinvolti nella ricerca, destinando l\u2019importo totale di 3.000.000 euro del finanziamento del<br>programma PNC \u201cSalute, Ambiente, Biodiversit\u00e0, Clima\u201d;<br>&#8211; ricordato poi come con la delibera di Giunta regionale n. 115 del 12 febbraio 2024 la Regione Toscana<br>abbia avviato il procedimento di aggiornamento del Piano di Tutela delle Acque della Toscana e<br>che nella seduta del 27 marzo 2024 \u00e8 stata svolta l\u2019informativa preliminare al Consiglio regionale ai<br>sensi dell\u2019articolo 48 dello Statuto;<br>&#8211; considerato infine come il Piano di Tutela delle Acque della Toscana (PTA), previsto dall\u2019art. 121<br>del D.Lgs. n. 152\/2006 \u201cNorme in materia ambientale\u201d, sia lo strumento per il raggiungimento degli<br>obiettivi di qualit\u00e0 dei corpi idrici superficiali e sotterranei, la protezione, valorizzazione e la gestione<br>delle risorse idriche.<\/p>\n\n\n\n<p><br><strong>Tutto ci\u00f2 premesso e considerato<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><br><strong>IMPEGNA<\/strong><br><strong>il Presidente e la Giunta regionale<\/strong><\/p>\n\n\n\n<ol class=\"wp-block-list\">\n<li>a supportare, ove necessario, le azioni di verifica effettuate dalle ASL circa l\u2019eventuale presenza di<br>PFAS nelle acque potabili, come regolato e previsto dal D.Lgs. 18\/2023 di recepimento della Direttiva<br>(UE) 2020\/2184;<\/li>\n\n\n\n<li>a sostenere e condividere con l\u2019Autorit\u00e0 Idrica Toscana, nei modi che verranno con essa valutati<br>opportuni, anche nell\u2019ambito dell\u2019aggiornamento del Piano di Tutela delle Acque della Toscana,<br>azioni affinch\u00e9 siano implementati i controlli da parte dei gestori del servizio idrico circa le rilevazioni<br>puntuali sulla presenza delle sostanze PFAS nelle acque destinate al consumo umano e sugli scarichi<br>dei depuratori e negli scarichi industriali in pubblica fognatura;<\/li>\n\n\n\n<li>a condividere, anche nell\u2019ambito dell\u2019aggiornamento del Piano di Tutela delle Acque della Toscana,<br>con le societ\u00e0 di gestione della depurazione industriale iniziative affinch\u00e9 siano realizzate specifiche<br>analisi, anche di natura preventiva e attraverso la collaborazione di ARPAT, al fine di scongiurare la<br>presenza di PFAS nelle acque reflue in uscita dagli impianti, con particolare attenzione ai depuratori<br>che trattano reflui industriali provenienti dai distretti pi\u00f9 esposti al rischio;<\/li>\n\n\n\n<li>a promuovere lo sviluppo da parte di ARPAT di procedure volte a realizzare specifiche analisi<br>finalizzate a verificare l\u2019eventuale presenza di PFAS nel percolato delle discariche \u2013 sia di rifiuti<br>urbani sia speciali \u2013 e nei torrenti che scorrono vicino a tali siti;<\/li>\n\n\n\n<li>a valutare, anche in relazione all\u2019attivit\u00e0 finanziata dal PNC al PNRR sul SIN di Livorno-Collesalvetti<br>e Piombino, nel rispetto delle norme sulla privacy, la possibilit\u00e0 di effettuare un\u2019indagine<br>epidemiologica nelle aree maggiormente interessate dalla presenza di PFAS nelle acque superficiali,<br>in collaborazione con CNR, ARPAT e ARS;<\/li>\n\n\n\n<li>a costituire un Osservatorio tecnico-scientifico di coordinamento che, coinvolgendo ARPAT,<br>Autorit\u00e0 Idrica Toscana, enti di ricerca, associazioni ambientaliste e rappresentanze delle categorie<br>economiche, lavori per uniformare le metodologie di monitoraggio e analisi, validare i dati sulla<br>presenza di PFAS e individuare le fonti di contaminazione;<\/li>\n\n\n\n<li>a valutare l\u2019individuazione di linee di finanziamento dedicate o l\u2019adeguamento degli strumenti<br>regionali di sostegno alla ricerca e sviluppo per supportare le aziende che intendano avviare indagini<br>approfondite sui propri cicli produttivi e sulle materie prime in ingresso, al fine di escludere l\u2019apporto<br>involontario di contaminanti e favorire processi di sostituzione con alternative ecocompatibili.<\/li>\n<\/ol>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In data 11 marzo 2026, presentata dal Movimento 5 Stelle e votata da tutti i gruppi consiliari, il Consiglio&nbsp;Regionale della Toscana ha&nbsp;approvato la mozione n.10 in merito alla contaminazione da PFAS.&nbsp; 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