{"id":951,"date":"2026-04-22T09:09:29","date_gmt":"2026-04-22T07:09:29","guid":{"rendered":"https:\/\/www.zeropfas-italia.org\/?p=951"},"modified":"2026-04-22T09:12:01","modified_gmt":"2026-04-22T07:12:01","slug":"margot-wallstrom-i-pfas-sono-la-punta-delliceberg-della-contaminazione-chimica-in-europa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.zeropfas-italia.org\/?p=951","title":{"rendered":"Margot Wallstr\u00f6m: &#8220;I PFAS sono la punta dell&#8217;iceberg della contaminazione chimica in Europa&#8221;"},"content":{"rendered":"\n<p>Pubblichiamo la traduzione dell&#8217;articolo di Margot Wallstr\u00f6m pubblicato su LE MONDE il 15 aprile 2026.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"458\" height=\"459\" src=\"https:\/\/www.zeropfas-italia.org\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/image-4.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-952\" srcset=\"https:\/\/www.zeropfas-italia.org\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/image-4.png 458w, https:\/\/www.zeropfas-italia.org\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/image-4-300x300.png 300w, https:\/\/www.zeropfas-italia.org\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/image-4-150x150.png 150w, https:\/\/www.zeropfas-italia.org\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/image-4-80x80.png 80w, https:\/\/www.zeropfas-italia.org\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/image-4-320x320.png 320w\" sizes=\"auto, (max-width: 458px) 100vw, 458px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Margot Wallstr\u00f6m<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p><strong>Margot Wallstr\u00f6m<\/strong> \u00e8 stata vicepresidente della Commissione europea (2004-2010) e commissario europeo per l&#8217;ambiente (1999-2004).<\/p>\n\n\n\n<p><em>In un articolo di &#8220;Le Monde&#8221;, l&#8217;ex vicepresidente della Commissione europea Margot Wallstr\u00f6m ha sottolineato la necessit\u00e0 che Bruxelles non rinunci al suo ruolo di leader nell&#8217;emanazione di norme rigorose per proteggere l&#8217;ambiente e la salute pubblica.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Nell&#8217;autunno del 2000, un giudice ha costretto il colosso chimico americano DuPont a divulgare pi\u00f9 di 100.000 pagine di documenti risalenti ai cinquant&#8217;anni precedenti. Si tratta di ricerche, corrispondenza interna e rapporti medici sulla tossicit\u00e0 degli inquinanti eterni che sono i PFAS. Per la prima volta, <strong>i potenziali pericoli <\/strong>di queste sostanze sono stati resi pubblici. <strong>La DuPont li conosceva da decenni.<\/strong> Questi documenti, insieme alla battaglia legale che segu\u00ec la loro pubblicazione, sono alla base del film Dark Waters (2019).<\/p>\n\n\n\n<p>Ventisei anni dopo, l&#8217;Europa \u00e8 nel pieno della crisi dei PFAS. Perch\u00e9? Le fabbriche europee continuano a produrre PFAS, inquinando le aree circostanti e iniettando queste sostanze tossiche ovunque, dai cosmetici alle batterie, passando per l&#8217;intera catena di produzione. Perch\u00e9? Mezzo secolo dopo che gli scienziati hanno scoperto la loro tossicit\u00e0, i produttori chiedono all&#8217;Unione europea (UE) di consentire loro di continuare a utilizzarli. Perch\u00e9?<\/p>\n\n\n\n<p><strong>I PFAS sono solo la punta dell&#8217;iceberg dell&#8217;inquinamento chimico in Europa<\/strong>. Secondo uno studio dell&#8217;Eurobarometro del 2024,<strong> l&#8217;84% dei cittadini europei \u00e8 preoccupato per l&#8217;impatto delle sostanze chimiche tossiche<\/strong> &#8211; e a ragione. Perch\u00e9 la scienza \u00e8 chiara. Le sostanze chimiche pericolose come gli interferenti endocrini, gli ftalati e i PFAS sono associati a tassi elevati di cancro in Europa. Hanno anche una serie di effetti negativi sulla salute. Molte di queste sostanze sono presenti in prodotti comunemente usati, nei nostri alimenti e nella nostra acqua potabile, nell&#8217;aria e nel suolo, e persino nel nostro sangue.<\/p>\n\n\n\n<p>Bisogna chiudere il rubinetto con urgenza. \u00c8 incomprensibile, e persino scandaloso, che l&#8217;Europa non si avvalga degli strumenti a sua disposizione per farlo. Ora dobbiamo solo implementarli. Entrata in vigore nel 2007, la principale legislazione dell&#8217;UE sulle sostanze chimiche pericolose, <strong>REACH<\/strong> &#8211; in inglese &#8220;Registration, evaluation, authorization and restriction of chemicals&#8221; (Registrazione, valutazione, autorizzazione e restrizione delle sostanze chimiche) &#8211; rappresenta un importante passo avanti, il primo nel suo genere al mondo. Con componenti e principi solidi, il regolamento \u00e8 stato concepito per garantire un elevato livello di protezione e chiare condizioni di mercato per le imprese. <\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La Commissione ha perso la rotta<\/h2>\n\n\n\n<p>All&#8217;epoca, l&#8217;industria sosteneva che questi nuovi vincoli avrebbero causato un disastro economico. Ma si \u00e8 adattata. E ha prosperato. Da allora, REACH ha ispirato leggi simili in altre parti del mondo. <strong>Ci aspettavamo che l&#8217;industria si comportasse in modo responsabile<\/strong> e assicurasse la sicurezza delle sue sostanze chimiche. Che abbandoni gradualmente le sostanze pi\u00f9 dannose, rispettando lo spirito di questa legislazione. Invece, ha utilizzato le procedure a suo vantaggio, sfruttando le lacune e la minore incertezza scientifica per continuare a utilizzare queste sostanze pericolose. Per riuscire a sostituire queste sostanze con altre pi\u00f9 sicure, \u00e8 stato necessario l&#8217;intervento del governo. Tuttavia, sotto la pressione delle lobby industriali, la Commissione europea &#8211; il potere esecutivo dell&#8217;UE &#8211; continua a rinviare l&#8217;attuazione di questo testo.<br><\/p>\n\n\n\n<p>Sotto la presidenza di <strong>Ursula von der Leyen<\/strong>, la Commissione europea ha perso la rotta; sei anni fa, von der Leyen presentava il Green Deal come la nuova strategia di crescita dell&#8217;Europa. Basata sulla sostenibilit\u00e0 e la resilienza, prevedeva una strategia per la chimica sostenibile (Chemicals Strategy for Sustainability) e un forte impegno verso un&#8217;economia circolare non tossica. Oggi, questi obbiettivi sono a rischio.<em> &#8220;Vogliamo salvare vite umane attraverso la prevenzione&#8221;<\/em>, ha dichiarato Von der Leyen quando ha lanciato il suo piano europeo di lotta contro il cancro, promettendo di ridurre l&#8217;esposizione dei cittadini alle sostanze pericolose. Ma come possiamo promettere di sconfiggere il cancro se non ci avvaliamo delle leggi progettate per fermare l&#8217;uso delle sostanze chimiche che contribuiscono a tale fenomeno? Come possiamo pretendere di essere i leader mondiali dello sviluppo sostenibile se non rispettiamo<br>nemmeno le nostre norme in materia?<\/p>\n\n\n\n<p>Proteggere i cittadini e l&#8217;ambiente da sostanze chimiche dannose non \u00e8 un lusso, ma una condizione essenziale per la crescita verde e la resilienza economica a lungo termine. E il fatto che ci troviamo in difficolt\u00e0 economiche non significa che possiamo sottrarci alle nostre responsabilit\u00e0 nei confronti delle generazioni future. <strong>\u00c8 una questione di salute, ma anche di fiducia. Fiducia nelle leggi. Fiducia nella scienza. Fiducia nelle istituzioni che dovrebbero proteggerci.<\/strong> Oggi l&#8217;Europa si trova di fronte a una scelta. Deve compiere un passo importante e decisivo imponendo una restrizione globale dei PFAS nell&#8217;ambito di REACH. Solo la graduale eliminazione dei loro usi pu\u00f2 proteggere i cittadini e il pianeta dai PFAS. Dobbiamo assolutamente chiudere il rubinetto.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Problemi sistemici<\/h2>\n\n\n\n<p><strong>E il problema non si limita ai PFAS<\/strong>. La Commissione europea deve accelerare l&#8217;eliminazione graduale di tutte le sostanze pi\u00f9 nocive. Una regolamentazione forte, che favorisca la transizione verso una chimica pi\u00f9 sicura e verde, non potr\u00e0 far altro che stimolare l&#8217;innovazione in tutti i settori industriali. Aiuter\u00e0 le aziende europee a non essere messe in concorrenza con quelle che usavano prodotti tossici di un tempo. Lungi dall&#8217;essere un peso aggiuntivo, le regole chiare derivanti dai processi democratici daranno all&#8217;Europa un vantaggio competitivo.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Aspiriamo ancora ad assumere un ruolo di leadership, o ci accontenteremo di seguire il movimento?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Per rimanere il punto di riferimento mondiale in materia di salute umana e ambiente, l&#8217;Europa deve inoltre vietare la circolazione di sostanze chimiche nocive nei materiali riciclati. Senza di esso, sar\u00e0 impossibile creare un sistema realmente sicuro e sostenibile.<\/p>\n\n\n\n<p>N<strong>on dobbiamo perdere di vista le priorit\u00e0 a lungo termine in materia di salute pubblica e ambiente.<\/strong> I problemi sistemici che hanno reso necessario il Green Deal non sono scomparsi, anzi, sono peggiorati. Se Ursula von der Leyen prende sul serio la salute dei cittadini europei, deve prendere sul serio la legislazione sulle sostanze chimiche e passare dalle  parole ai fatti.<\/p>\n\n\n\n<p>In altre parole, deve mantenere REACH nella sua interezza, rafforzarne l&#8217;attuazione, sostenere le aziende che offrono soluzioni pi\u00f9 sicure, accelerare l&#8217;eliminazione delle sostanze pi\u00f9 dannose e mandare un messaggio chiaro: l&#8217;Europa non far\u00e0 compromessi sulla salute dei suoi cittadini.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Pubblichiamo la traduzione dell&#8217;articolo di Margot Wallstr\u00f6m pubblicato su LE MONDE il 15 aprile 2026. Margot Wallstr\u00f6m \u00e8 stata vicepresidente della Commissione europea (2004-2010) e commissario europeo per l&#8217;ambiente (1999-2004). 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