La risposta della Commissione Europea alla richiesta di incontro della European Environmental Bureau

La spedizione a Bruxelles delle Mamme No Pfas e dei rappresentanti delle altre associazioni e comitati italiani ed europei aderenti all’EEB (European Environmental Bureau) che abbiamo documentato in questo blog ha vissuto uno dei momenti più importanti con il presidio svolto davanti al palazzo della Commissione Europea; la richiesta di incontro con la Presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen è stata negata , ma è arrivata ora una lettera di risposta che condividiamo e di cui pubblichiamo la traduzione in italiano.

Traduzione

Riferimento Documento: Ares (2026)2535863

Data: 09/03/2026

Mittente: Commissione Europea , Direzione Generale Ambiente e Direzione Generale per il Mercato Interno, l’Industria, l’Imprenditorialità e le PMI.

Oggetto: Inquinamento da PFAS: risposta delle comunità colpite alla nostra richiesta di azione e dialogo.

Gentile Sig. ten Brink, Gentile Sig.ra Heidegger,

Vi ringraziamo per la vostra lettera del 29 gennaio 2026 indirizzata alla Presidente von der Leyen, nella quale esprimete le vostre preoccupazioni circa l’inquinamento diffuso causato dalle sostanze per- e polifluoroalchiliche (PFAS) nell’UE. La Presidente ci ha chiesto di rispondere a suo nome.

La Commissione Europea condivide la vostra preoccupazione per i rischi posti dai PFAS alla salute umana e all’ambiente, ed è impegnata ad affrontarli in modo tempestivo ed efficace. Ridurre l’esposizione a queste sostanze è una priorità chiave per la Commissione.

Come precedentemente menzionato, l’agenda della Presidente è stata incredibilmente fitta e, sfortunatamente, non è stato ancora possibile organizzare un incontro con le comunità colpite. Sebbene un incontro con la Presidente non sia stato fattibile, abbiamo lavorato attivamente a iniziative per affrontare la contaminazione da PFAS e mitigarne l’impatto.

La Commissione ha già adottato misure, vietando ad esempio l’acido perfluoroesanoico (PFHxA) in una serie di prodotti di consumo e proibendo l’uso di tutti i PFAS nelle schiume antincendio. Molti PFAS sono in fase di eliminazione o sono vietati in fonti di esposizione chiave come imballaggi alimentari, giocattoli e alcuni pesticidi. La Commissione affronterà la questione dei PFAS nell’aria, nell’acqua e nel suolo attraverso il monitoraggio dell’acqua potabile, delle acque superficiali e sotterranee, del suolo e delle emissioni industriali. Sono previsti obblighi di bonifica laddove i limiti vengano superati.

Un fascicolo completo di restrizione sui PFAS, presentato da Germania, Danimarca, Svezia, Norvegia e Paesi Bassi, è attualmente in fase di valutazione da parte dell’Agenzia Europea per le Sostanze Chimiche (ECHA). La Commissione proporrà una restrizione non appena riceverà i pareri scientifici dell’ECHA, previsti per la seconda metà del 2026. Si valuterà il divieto dei PFAS in prodotti come cosmetici, materiali a contatto con gli alimenti e abbigliamento per esterni. Saranno consentiti solo alcuni usi industriali critici fino alla disponibilità di alternative, sotto stretti controlli delle emissioni e dei requisiti di smaltimento.

Verrà istituito un quadro di monitoraggio a livello UE per condividere le migliori pratiche sulla bonifica e migliorare la disponibilità dei dati. Nel 2026 verrà lanciato un dialogo dedicato alle parti interessate sulle sfide legate ai PFAS, a cui l’European Environmental Bureau sarà invitato a partecipare. La Commissione è pronta a proporre un’iniziativa pubblico-privata per sostenere innovazioni tecnologiche nei metodi di rilevamento e bonifica. Il Commissario Roswall ha incontrato le comunità colpite in diverse occasioni, a testimonianza dell’importanza attribuita alle loro preoccupazioni.

Siamo aperti a continuare a collaborare con la vostra organizzazione e con le comunità colpite per raccogliere i vostri utili contributi.

Distinti saluti,

Patrick CHILD (DG ENV)

Valère MOUTARLIER (DG GROW)

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