PFAS nelle acque del bassanese. Qualcosa è cambiato
Bassano del Grappa, 14 luglio 2026

Circa una settimana fa, le autorità locali hanno segnalato la presenza di Pfas in falda nei Comuni di Schiavon, Pianezze, Marostica, Nove e Colceresa, diramando una comunicazione alla cittadinanza, nella quale si invita “in via precauzionale chi utilizza acqua di pozzo per bere, cucinare o preparare alimenti, a verificare la presenza di PFAS tramite un laboratorio accreditato. Ove disponibile, è consigliato utilizzare l’acqua dell’acquedotto pubblico fino all’esito delle analisi. Recenti attività di monitoraggio svolte dagli Enti competenti hanno rilevato, in alcuni pozzi privati del territorio comunale, la presenza di sostanze appartenenti alla famiglia dei PFAS. Le verifiche ambientali e sanitarie sono tuttora in corso e non consentono, allo stato attuale, di definire l’effettiva estensione del fenomeno sul territorio comunale. Per questo motivo il Sindaco invita i cittadini che utilizzano acqua proveniente da pozzi privati a verificare la qualità dell’acqua destinata al consumo umano”. Il Comune di Marostica ha pubblicato un bando che prevede “un contributo economico per i cittadini che desiderano effettuare l’analisi dell’acqua del proprio pozzo privato per la ricerca delle sostanze appartenenti alla famiglia dei PFAS, nell’ambito delle iniziative a tutela della salute pubblica e della qualità dell’ambiente”.
Ricordiamo che, come Rete Zero Pfas, tra il 2024 e il 2026 abbiamo effettuato decine di analisi indipendenti e accreditate delle acque potabili di abitazioni private e di fontane pubbliche a Bassano del Grappa. In almeno 13 punti di campionamento della rete idrica i risultati di prova hanno mostrato la presenza di PFAS.
Da dove arrivano questi Pfas? Non lo sappiamo, perché ad oggi non è ancora stata individuata dalle autorità preposte la fonte emissiva. Un’ipotesi plausibile è che i Pfas rilevati nelle acque potabili di Bassano provengano dalla falda di approvvigionamento.
Ricordiamo che nel 2025 abbiamo chiesto ed ottenuto un incontro con il Comune di Bassano del Grappa. Il Comune, che il 15 maggio 2025 aveva già approvato all’unanimità la nostra mozione BAN Pfas, ci ha infatti incontrato il 1° dicembre 2025, ricevendo in Municipio la nostra delegazione insieme ai rappresentanti di ARPAV, ETRA e ULSS 7. In tale occasione abbiamo richiesto agli enti presenti di implementare il numero di monitoraggi periodici di queste sostanze, in particolare nelle acque potabili; di dotare di filtri a carbone i pozzi acquedottistici; di individuare la fonte emissiva che ha causato la presenza di Pfas nei pozzi idropotabili di Bassano Sud; di avviare una campagna di biomonitoraggi della popolazione.
Ricordiamo inoltre che queste analisi indipendenti da noi effettuate tramite laboratorio accreditato Accredia ci hanno fruttato due diffide per procurato allarme da parte dell’ente gestore. Siamo felici di constatare che, nel frattempo, qualcosa è cambiato: oggi infatti sono gli stessi Comuni a caldeggiare e ad incoraggiare i privati ad effettuare analisi indipendenti accreditate per contribuire a monitorare la presenza di queste sostanze tossiche nelle acque “destinate al consumo umano”.
Ricordiamo infine che proprio due giorni fa, il 13 Luglio 2026 è entrato ufficialmente in vigore il Decreto Legislativo 102/2025 (modifica del D.Lgs. 18/2023). Con questa disposizione l’Italia recepisce la Direttiva europea 2020/2184, che obbliga a monitorare 20 composti PFAS, aggiungendo alle 24 molecole già previste nella prima implementazione nazionale 6 molecole ADV, sostanze di produzione Syensqo/Solvay. Fino al 12 luglio 2026, infatti, era vincolante la somma solo per 24 molecole per 100 ng/l. Inoltre dal 13 luglio si applica anche la Somma dei 4 PFAS EFSA a 20 ng/l (i valori per la somma dei 24 PFAS erano già obbligatoria da gennaio 2026).
Come Rete Zero Pfas continueremo ad effettuare analisi indipendenti accreditate nelle matrici di acqua, aria, alimenti.
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