Veneto | PFAS: NO alla sigillatura del pozzo della piscina di Creazzo (VI)
Nemmeno la Sentenza in Corte d’ Assise del Tribunale di Vicenza del 26 giugno, che ha acclarato il “disastro da Pfas Miteni”, ha persuaso la Sindaca Carmela Maresca a sigillare il pozzo di attingimento (da falda altamente contaminata) della Piscina di Creazzo. In data 28 aprile 2026, in Consiglio Comunale di Creazzo si è discusso e preso atto della mozione urgente promossa dall’ avv. Andrea Bombarda e Consiglieri di Minoranza (Civica per Creazzo) “Mozione con carattere d’ urgenza: richiesta di sigillatura ermetica del pozzo artesiano presente presso la piscina comunale di Creazzo”. La Sindaca, la Giunta e la maggioranza in Consiglio, hanno votato per la NON sigillatura, rimarcando il fatto che esiste già un’ordinanza comunale che vieta l’utilizzo di tale pozzo per il fabbisogno delle vasche della piscina, a seguito di analisi Ulss del 2021 che rinvennero sostanze inquinanti Pfas nelle acque ad uso natatorio. Da allora (a seguito di indagini sia da parte di Civica Creazzo che da parte di cittadini consapevoli) pare che le vasche siano state riempite con acqua di acquedotto e in minima parte (alcuni affermano per la metà della capienza) con acqua di pozzo artesiano pescante da falda contaminata. In ogni caso ci sono gli esiti delle analisi che testimoniano tutto ciò che possono essere richieste in Comune. Analisi con limiti di quantificazione piuttosto elevati.
Come cittadini ci chiediamo se la sola Ordinanza di un Sindaco tuteli effettivamente la salute della popolazione in territorio in cui si è consumato uno dei più gravi disastri ambientali della storia italiana. La nostra esperienza nel territorio ci dice il contrario. Basti focalizzarsi sulle ordinanze regionali e comunali che vietano l’utilizzano dei pozzi privati a scopo irriguo. In questo caso, infatti, è noto che i coltivatori hanno l’obbligo di presentare ad Arpav un campione delle loro acque a scopo irriguo per il controllo delle sostanze inquinanti ivi comprese. Non sono i tecnici Arpav che escono in loco a fare il prelievo. E’ l’agricoltore che poi rivende i prodotti sul mercato, che di sua iniziativa o su invito porta il campione di acqua al laboratorio Arpav. Questo iter è dettato da Ordinanza Regionale e Comunale. E’ lecito quindi chiedersi chissà quale acqua faranno analizzare, visto tra l’altro che i dati delle concentrazioni di Pfas contenute in alimenti di origine vegetale commissionati da Regione Veneto (dottoressa Francesca Russo) a distanza di due anni non sono ancora stati divulgati.

Quindi NO, la sola Ordinanza NON tutela la Salute della persona. Forse tutela legalmente l’operato del Sindaco. La mancata volontà di sigillare un pozzo che può essere “riattivato” in qualsiasi momento per noi è un atto preoccupante, da imputare non solo alla persona del Sindaco ma alla maggioranza del Consiglio Comunale che si è adeguato alle volontà del primo cittadino. Sappiamo oramai che la lungimiranza è un valore che non appartiene a questa amministrazione. Basti pensare anche agli 80.000 euro “persi” dal risarcimento Miteni che potevano essere utilizzati per colmare le spese di un impianto sportivo (come la piscina) in serie difficoltà.
Nel 2020 infatti, come cittadinanza No Pfas e Associazioni scrivemmo all’amministrazione Maresca per invitarla a costituirsi parte civile nel processo Miteni (essendo il nostro un comune rientrante nella zona arancio e altamente contaminato ai fini di falda e Fiume Retrone). Non era nostro compito sollecitare il Comune a compiere questo passo importante, ma visto che da più di un decennio siamo impegnate su questo fronte, lo ritenemmo opportuno e utile per amore del nostro paese e dei suoi abitanti. Ci fu risposto che essendo il Comune di Creazzo socio del gestore idrico Vi Acqua, ed essendo che Vi Acqua si era per l’appunto costituito parte civile in tale processo, era sufficiente così.
Il 26 giugno 2025 la Giudice Crea con sentenza (N. 1943/2016 R.G.N.R. N. 1/2021 R.G. Assise) del Tribunale di Vicenza, pronuncia le condanne e i risarcimenti. Sentenza storica. Tra i risarcimenti che qui ci interessano: Euro 80.000,00 ai Comuni costituiti parte civile (Lonigo, Trissino, Alonte, Poiana Maggiore, Sarego, Noventa Vic., Val Liona, Montagnana, Orgiano, Asigliano, Montecchio Maggiore, Brendola, Arzignano, Agugliaro), Euro 400.000,00 al gestore idrico Vi Acqua.
Oggi, che la nostra piscina comunale è già in stato di abbandono in quanto chiusa da settembre 2025, privando l’intera comunità di un bene pubblico prezioso sotto tantissimi punti di vista, quegli 80.000 euro potevano essere ben spesi per la collettività. Invece ci ritroviamo, oggi, con 80.000 euro in meno nelle casse comunali, un pozzo pubblico contaminato NON sigillato, un’agricoltura locale fuori controllo visto che tutt’oggi si vedono tubi pescare dal Retrone per irrigare i campi, tante ordinanze, parole, ma di fatto la popolazione in balia di una MANCATA TUTELA EFFETTIVA DELLA PROPRIA SALUTE.
Marzia Albiero, Patrizia Tovo
Zero Pfas Creazzo

