Veneto | Il Giardino dell’acqua chiara è dedicato a Giovanni “Titta” Fazio

Giovanni “Titta” Fazio, ritratto da Federico Bevilacqua

Un seme di giustizia.

L’intitolazione del Giardino dell’Acqua Chiara (Arzignano) a Giovanni “Titta” Fazio non è solo un atto formale, ma il riconoscimento solenne di una vita dedicata alla salvaguardia della salute pubblica e dell’ambiente. Titta è stato per anni la bussola morale di una comunità ferita, guidando con mitezza e fermezza la battaglia contro l’inquinamento delle acque venete. Dedicare a lui uno spazio verde significa trasformare la memoria in un impegno vivente, un luogo dove la natura e la consapevolezza civica si incontrano.

I “compagni” di battaglia (ph donataalbiero.blogspot.com)

Alla cerimonia di intitolazione del giardino, oltre alla compagna di vita Donata Albiero e alla comunità di CILLSA erano presenti le compagne e i compagni delle tante battaglie ambientali degli ultimi decenni, molti dei quali membri della famiglia della Rete Zero Pfas Veneto.

Nelle parole e nei ricordi è riemersa la figura di un uomo che ha saputo unire rigore scientifico e passione civile. Titta non ha mai cercato il protagonismo, ma ha lottato affinché i dati sulla contaminazione diventassero patrimonio comune. Il giardino diventa così un simbolo di “trasparenza”, come l’acqua chiara che sognava per la sua terra, ricordando alle nuove generazioni che la tutela del bene comune richiede coraggio e costanza.

Il coinvolgimento del Gruppo Educativo Zero PFAS e delle realtà scolastiche sottolinea l’importanza della formazione. Il giardino si propone come un’aula a cielo aperto, un presidio di legalità ambientale dove si coltiva la cultura della prevenzione. In un territorio segnato dal disastro ambientale, questo spazio rappresenta il riscatto di una cittadinanza che non si arrende al silenzio, ma che sceglie di onorare chi ha speso la vita per la verità.

L’intitolazione è, infine, un monito per le istituzioni: la protezione dell’ambiente non può attendere. Attraverso il ricordo delle battaglie di Titta, emerge la necessità di bonifiche reali e di una legislazione severa contro i crimini ambientali. La “chiarezza” dell’acqua deve diventare la chiarezza delle decisioni politiche, mettendo finalmente al centro la salute dei cittadini e l’integrità dell’ecosistema.

Donata Albiero taglia il nastro (ph donataalbiero.blogspot.com)

In conclusione, il Giardino dell’Acqua Chiara è l’eredità spirituale di Giovanni “Titta” Fazio che continua a rifiorire. È un invito rivolto a tutti noi a non fermarci e continuare a camminare lungo il sentiero della giustizia ambientale, con la stessa determinazione e umanità che hanno contraddistinto il suo cammino.

mc

Di seguito il link al post sulla giornata pubblicato sul blog di Donata Albiero: https://donataalbiero.blogspot.com/2026/04/il-giardino-dellacqua-chiara-intitolato.html

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