PPWR: la società civile dice NO ai rinvii. C’è anche la Rete Zero PFAS Veneto

Con una lettera aperta indirizzata ai vertici delle istituzioni UE, una coalizione di organizzazioni della società civile, aziende sostenibili e comunità locali ha chiesto con forza di mantenere la data di applicazione fissata ad agosto 2026 del Regolamento europeo sugli imballaggi (PPWR), respingendo i tentativi di boicottaggio dell’ultimo minuto da parte delle lobby industriali.

All’iniziativa ha aderito anche la Rete Zero Pfas Verneto, unendosi al coro di chi pretende la tutela della salute pubblica e dell’ambiente.

I punti chiave del documento:

  • No ai rinvii strategici: La richiesta di posticipare l’applicazione o riaprire i negoziati mina il processo democratico della legislazione UE e penalizza le migliaia di aziende lungimiranti che hanno già investito nella transizione.
  • Stop ai PFAS nei contenitori alimentari: Confermato il divieto assoluto dal 12 agosto 2026 per proteggere i cittadini da queste pericolose sostanze chimiche “perenni”, collegate a gravi patologie.
  • Bando al monouso superfluo: Stop agli imballaggi in plastica non necessari ed evitabili, per i quali esistono già valide alternative riutilizzabili o sfuse.
  • Prevenzione e riutilizzo: Il riciclo da solo non basta più. È necessario investire in sistemi di riutilizzo efficienti su larga scala, internalizzando i reali costi ambientali dell’usa e getta.

La transizione verso un’economia circolare richiede certezze normative, non passi indietro.

Maggiori dettagli su questo tema nell’articolo pubblicato da #BreakFreeFromPlastic: https://www.breakfreefromplastic.org/2026/05/13/eu-packaging-law-coca-cola-mcdonalds-opposition-response/

Di seguito la lettera aperta in originale con gli aderenti:

Questo il testo tradotto in italiano della lettera aperta:

PPWR: Chiediamo di mantenere la data di applicazione di agosto 2026 e rispettare i requisiti chiave del regolamento per garantire un’attuazione conforme ed efficace.

In qualità di [organizzazioni della società civile, aziende che promuovono il riutilizzo, organizzazioni per la tutela dei consumatori e comunità colpite dall’inquinamento da PFAS e plastica], vi esortiamo a respingere qualsiasi richiesta dell’ultimo minuto volta a ritardare l’applicazione del regolamento sugli imballaggi e sui rifiuti di imballaggio (PPWR) e a riaprire le disposizioni chiave, comprese quelle stabilite nella lettera inviata da alcuni rappresentanti del settore il 29 aprile.

Il PPWR è un elemento chiave delle ambizioni dell’UE in materia di economia circolare. Vietando i PFAS negli imballaggi alimentari, armonizzando l’etichettatura degli imballaggi e fissando obiettivi giuridicamente vincolanti per la prevenzione, il riutilizzo, la riciclabilità e il contenuto riciclato dei rifiuti, ha il potenziale per diventare una legge fondamentale sull’economia circolare che protegge la salute pubblica e l’ambiente, promuovendo al tempo stesso la competitività a lungo termine del settore degli imballaggi. Vi invitiamo pertanto a procedere alla tempestiva e piena applicazione di questo importante regolamento.

Legittimità democratica e rispetto del processo legislativo dell’UE

Il PPWR è il risultato di un processo di codecisione completo e rigoroso sottoposto ad un ampio controllo, consultazione pubblica e dibattito democratico. Le richieste di riaprire il regolamento o di ritardarne l’applicazione minano la legittimità di tale processo e l’integrità del processo decisionale dell’UE. Rivedere i compromessi politici già raggiunti creerebbe un precedente pericoloso, indebolendo la fiducia nel diritto dell’UE e creando un’instabilità normativa permanente.

La Commissione, attraverso la pubblicazione dei suoi documenti PPWR Guidance e FAQ, ha già fornito chiarezza alle aziende per orientarsi e conformarsi al regolamento. Sarà importante anche una legislazione secondaria ben progettata per garantirne un’attuazione agevole e ambiziosa. La complessità dello sviluppo di tale legislazione secondaria non deve essere sfruttata in malafede come scusa per eludere gli obblighi concordati, indebolire le disposizioni fondamentali in materia di prevenzione e riutilizzo o minare il processo legislativo democratico.

I firmatari della lettera del CEO del 29 aprile non rappresentano la catena del valore del packaging

La lettera dell’amministratore delegato del 29 aprile contiene un lungo elenco di specifiche richieste di lobbying, che chiedono ulteriori deroghe per gli imballaggi monouso, l’indebolimento degli obblighi di prevenzione e riutilizzo dei rifiuti e la diluizione delle principali garanzie ambientali e sanitarie. Si tratta di un palese tentativo di ottenere ulteriori concessioni che consentirebbero ad alcuni dei maggiori inquinatori della filiera degli imballaggi di continuare a svolgere le loro attività come di consueto, anziché di una richiesta di chiarezza normativa da fornire tramite una legislazione secondaria di alta qualità a supporto dell’attuazione.

È importante sottolineare che le aziende dietro quella lettera non parlano a nome della filiera europea del packaging nel suo complesso. Molte aziende di imballaggio, tra cui grandi aziende membri delle associazioni di categoria coinvolte in questa spinta di lobbying dell’ultimo minuto, hanno scelto di non firmare e di continuare a impegnarsi per l’attuazione tempestiva e di successo del PPWR. In tutta Europa, migliaia di aziende stanno effettuando investimenti in previsione del PPWR e si aspettano stabilità normativa. Qualsiasi passo indietro in questa fase punirebbe i favoriti e scoraggerebbe gli investimenti e l’innovazione. Ciò deve essere evitato; la competitività dell’industria europea richiede prevedibilità, non incertezza.

PPWR come pietra angolare della politica dell’economia circolare dell’UE

l PPWR, se pienamente attuato, ha il potenziale per ridurre significativamente i rifiuti di imballaggio e posizionare l’UE come leader globale negli imballaggi sostenibili. In particolare, desideriamo riaffermare l’importanza dei seguenti elementi fondamentali:

Divieto di utilizzo di PFAS nelle confezioni a contatto con gli alimenti: l’esposizione ai PFAS è collegata a gravi problemi di salute, tra cui cancro, infertilità, malformazioni congenite e disturbi del sistema immunitario. In un momento in cui le crisi legate all’inquinamento da PFAS si stanno intensificando negli Stati membri dell’UE, il divieto dei PFAS nel PPWR è una misura fondamentale per contribuire a proteggere i cittadini dell’UE e l’ambiente da queste sostanze chimiche nocive “per sempre”. Qualsiasi ritardo nell’attuazione di questo divieto rappresenterebbe un grave rischio per la salute dei consumatori europei e minaccerebbe la circolarità sicura dei materiali secondari.

La data della domanda del 12 agosto 2026 deve pertanto essere confermata. Elogiamo il documento guida PPWR della Commissione per aver proposto un approccio graduale molto pragmatico ed economicamente vantaggioso per far rispettare la restrizione sui PFAS, un approccio supportato da prove scientifiche e analisi di laboratorio di imballaggi alimentari selezionati. Questo approccio dovrebbe essere applicato in modo coerente in tutti gli Stati membri fino a quando non sarà stabilita una metodologia di test armonizzata a livello UE

Divieti di imballaggi monouso in plastica non necessari ed evitabili: le restrizioni di mercato stabilite dall’articolo 25 e dall’allegato V del PPWR sono state concepite per ridurre i rifiuti alla fonte. La valutazione d’impatto del PPWR li ha identificati come particolarmente problematici perché generano elevate quantità di rifiuti di imballaggio, sono difficili o impossibili da riciclare e spesso aggiungono solo un valore funzionale marginale. Inoltre, esistono alternative (prodotti senza imballaggio, imballaggi riutilizzabili o imballaggi ricaricabili) per tutti gli articoli di imballaggio monouso vietati.

Requisiti di prevenzione e riutilizzo dei rifiuti: gli obblighi di prevenzione dei rifiuti e di riutilizzo obbligatorio previsti dal PPWR rappresentano tappe fondamentali nella transizione dell’UE verso un’economia circolare. La resistenza agli obblighi di riutilizzo obbligatorio previsti dal PPWR riflette uno sforzo continuo da parte dell’industria degli imballaggi monouso per ritardare il cambiamento strutturale. Le affermazioni secondo cui gli investimenti nel riutilizzo sono proibitivamente costosi trascurano il fatto che il settore beneficia da tempo di un massiccio sostegno pubblico ai combustibili fossili, alla plastica vergine e al riciclaggio chimico. Richiedere investimenti nel riutilizzo non è quindi un onere ingiusto, ma una correzione necessaria che inizia a internalizzare i costi reali degli imballaggi monouso. Questa transizione dovrebbe essere intesa anche come un’opportunità economica piuttosto che semplicemente come un costo. Sistemi di riutilizzo efficienti e su larga scala possono rapidamente diventare economicamente vantaggiosi, garantendo al tempo stesso le sostanziali riduzioni dei rifiuti che il solo riciclaggio non è riuscito ripetutamente a ottenere.

Ci impegniamo affinché il PPWR abbia successo. Siamo fermamente al fianco delle istituzioni dell’UE nel resistere a questa spinta di lobbying dell’ultimo minuto e offriamo sostegno per attuare in modo significativo questo atto legislativo cruciale in modo che l’UE affronti con successo la crisi dei rifiuti di imballaggio. Rimaniamo pienamente impegnati a sostenere lo sviluppo di una legislazione secondaria di alta qualità, in modo che il PPWR sia attuato in modo efficace e tempestivo.

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