“La padella che ride”: l’intreccio e i legami tra DuPont e Miteni
L’articolo “La padella che ride“ di Leonardo Mezzalira, pubblicato su Seize the Time, ripercorre la storia dell’inquinamento da PFAS negli Stati Uniti legato all’azienda Dupont e i parallelismi, anzi, i legami con quanto accaduto qualche anno dopo in Veneto.
L’analisi parte dal film Dark Waters (che racconta la vera storia della causa dell’avvocato Robert Bilott contro il colosso chimico DuPont per la contaminazione da PFOA negli USA) per mostrare i parallelismi profondi e i legami diretti con la vicenda della Miteni di Trissino e il disastro ambientale in Veneto.
Il filo rosso che unisce le lotte
Come evidenzia l’articolo, la vicenda americana e quella veneta non si somigliano soltanto: sono collegate. Lo stesso Robert Bilott nel 2017 è stato invitato in Italia per portare l’evidenza di come la Miteni fosse a conoscenza della tossicità dei PFAS trattati nello stabilimento proprio sulla base dei dati relativi a quanto accaduto negli USA precedentemente. Evidenza che è stata confermata nella sentenza di primo grado del processo Miteni.

Ma l’insegnamento più grande che emerge da questa vicenda riguarda il ruolo delle comunità esposte: nella vertenza italiana sono stati protagonisti assoluti comitati, gruppi e associazioni locali che, in gran parte, sono oggi uniti nella Rete Zero Pfas Veneto. È stato il lavoro corale dal basso — fatto di denuncia, inchiesta indipendente, mobilitazione e mutuo supporto — a rompere il muro di omertà, portare la Miteni a processo e imporre il tema dell’inquinamento da PFAS nell’agenda pubblica e politica.
Vi invitiamo a leggere questo contributo per capire quanto la nostra battaglia territoriale sia inserita in una storia di resistenza globale contro gli inquinanti eterni.

