Comunicato stampa del 23 luglio 2026. “Pfas. Rapporto Regione-ISS su prodotti di origine animale”. Risposta al CS della Regione nr. 1285

Prendiamo atto del comunicato nr. 1285 della Regione del Veneto emesso in data 21 luglio 2026 in tema: “Pfas. Rapporto Regione-ISS su prodotti di origine animale. Rispetto al 2016-2017 generale diminuzione dei valori. Su 703 campioni, 680 entro i limiti (97%). Niente sforamenti nelle uova”.

Per la prima volta la Regione Veneto ha disposto il blocco della commercializzazione di prodotti di origine animale provenienti dalle aree contaminate da PFAS nei quali sono state riscontrate concentrazioni di PFOA e PFOS superiori ai limiti. Il provvedimento riguarda carne bovina, fegato bovino e fegato suino. Ma come ben evidenzia il dottor Vincenzo Cordiano (presidente Isde Veneto) in una nota diffusa il 22 luglio 2026 su Isde news

“Il fatto che la maggior parte dei campioni rispetti i parametri è certamente positivo. Ma non può cancellare una domanda essenziale: perché si è dovuto attendere così tanto? Il 18 marzo 2016 ISDE Italia e ISDE Veneto inviarono una lettera al Consiglio regionale straordinario del Veneto, convocato per affrontare il problema della contaminazione da PFAS. […] La prima delle nostre richieste era inequivocabile: un intervento legislativo urgente per proibire la produzione e la commercializzazione degli alimenti contaminati da PFAS, a tutela non soltanto dei cittadini veneti, ma anche dei consumatori delle altre regioni nelle quali quei prodotti avrebbero potuto essere distribuiti”.

Sono passati quasi 10 anni dall’ esito dei monitoraggi alimentari, resi pubblici soltanto dopo il ricorso al Tar nel 2021 da parte di Greenpeace e le Mamme No Pfas. Ci chiediamo che cosa sia finito nel frattempo sugli scaffali dei mercati del Veneto.

L’assenza di Pfas nelle uova di produzione industriale ci rasserena in parte, ma rimane la preoccupazione su tutti gli allevamenti e pollai domestici e di piccola-media produzione, oggetto anche della nostra segnalazione in data 6 luglio scorso consegnato nelle mani del dottor Massimiliano Zaramella, presidente del Consiglio Comunale di Vicenza, durante il convegno di Via Turra a Vicenza “La cultura dell’acqua a Vicenza nell’ era dei Pfas e del post Miteni”.

Precisiamo di avere inviato una email il 13 gennaio 2026 all’attenzione di Regione Veneto e degli assessorati all’Ambiente e alla Sanità per “conoscere gli esiti del piano di campionamento e analisi sui vegetali coltivati e commercializzati in Veneto (DGR n. 1676 del 29 dicembre 2023) avviato o condotto dalla Regione Veneto e di ricevere aggiornamenti in merito al provvedimento dell’8 ottobre 2025 per l’avvio di uno ‘Studio di coorte residenziale sulla contaminazione ambientale da PFAS nel territorio dell’ULSS 8 Berica’, promosso dalla Regione e realizzato dall’ Azienda ULSS 8 con il Servizio Epidemiologico Regionale (SER) di Azienda Zero e l’Istituto Superiore di Sanità (ISS)”.

Abbiamo successivamente inviato un sollecito via PEC in data 16 aprile 2026, unitamente alla nostra richiesta di incontro con la nuova Giunta. Abbiamo ricevuto una proposta di incontro dalle consigliere Manuela Lanzarin ed Elisa De Berti, invito che abbiamo accolto, incontrandole il 16 giugno 2026 a Palazzo Ferro Fini. Durante l’incontro abbiamo rinnovato alle consigliere le nostre richieste in merito ai risultati dei piani di monitoraggio degli alimenti animali e vegetali. Le consigliere ci hanno ascoltato con attenzione, accettando di siglare per presa visione il nostro riepilogo scritto.

Nel Comunicato si legge che “le autorità competenti hanno […] vietato il commercio degli alimenti prodotti; dando prescrizioni quali l’allacciamento all’acquedotto per l’acqua di abbeveraggio, e al successivo follow-up, fino al raggiungimento di valori entro i limiti di legge, sia dell’acqua che dei prodotti”. Ci chiediamo quindi come si intenda effettivamente intervenire a supporto socio-economico delle aziende che hanno subito la contaminazione dolosa delle acque e del suolo.

Il Comunicato della Regione non ci tranquillizza, perché mancano ancora i dati analitici (comprensivi della geo-localizzazione delle aziende agricole coinvolte nel monitoraggio). Inoltre, il Comunicato non fa alcun riferimento al monitoraggio dei prodotti di origine vegetale.

Attendiamo quindi con grande interesse e attenzione la presentazione “nel dettaglio (de)i risultati già nei prossimi giorni” da parte della Regione Veneto, come espressamente dichiarato nel Comunicato in oggetto.

Rete Zero Pfas Veneto
Sito web: www.zeropfas-italia.org
e-mail: info.veneto@zeropfas-italia.org

Potrebbero interessarti anche...