Comunicato stampa del 18 luglio 2026. Il Giornale di Vicenza del 18 luglio 2026: “Piano di sorveglianza, caso politico regionale”, pag. 30 | Precisazione.

Comunicato stampa della Rete Zero Pfas Veneto del 18 luglio 2026

In merito all’articolo pubblicato in data odierna dal Giornale di Vicenza a pagina 30 dal titolo Piano di sorveglianza, caso politico regionale”, leggiamo quanto segue:

“Perché a distanza di due anni e mezzo la Regione non pubblica i dati del piano di sorveglianza? Doveva dare alle popolazioni e alle aziende agricole delle zone rossa e arancione un quadro aggiornato della contaminazione da Pfas sui prodotti vegetali. A chiederlo sono i consiglieri regionali vicentini del PD Chiara Luisetto e Antonio Dalla Pozza. […]

‘I dati richiesti dai colleghi non sono nell’immediata disponibilità della Regione. La loro pubblicazione è sottoposta all’assenso dell’Istituto Superiore di Sanità, ad oggi non ancora pervenuto, si presume per ragioni legate alla necessità di validare le evidenze raccolte prima della loro diffusione’- è la replica dei capigruppo Matteo Pressi (Stefani Presidente) e Riccardo Barbisan (Lega-LV)”.

Dichiariamo che, in seguito alla nostra richiesta di accesso agli atti inviata all’Istituto superiore di sanità il 20 maggio 2026 (con oggetto il Piano di sorveglianza Pfas nei prodotti agroalimentari della zona rossa e della zona arancio: alimenti vegetali, approvato con DGR 1676 del 20 dicembre 2023) abbiamo ricevuto formale risposta a mezzo PEC in data 21 maggio 2026 (n° protocollo: 0022280/DSAV.00.00) a firma del dott. Umberto Agrimi in qualità di Direttore del Dipartimento di Sicurezza alimentare, nutrizione e salute pubblica dell’Istituto superiore di sanità. Nella risposta viene dichiarato quanto segue:

“[…] in riferimento alla richiesta di accesso “agli atti (integrali, in copia conforme e senza omissis) relativamente al Piano di sorveglianza PFAS nei prodotti agroalimentari della zona rossa e della zona arancione: alimenti vegetali approvato con DGR 1676 del 20 dicembre 2023” si rappresenta che l’Istituto superiore di sanità non detiene gli atti richiesti e l’istanza va correttamente rivolta alla Regione Veneto”.

Ci chiediamo quindi quale risposta vada considerata: se quella da noi ricevuta dall’ISS a mezzo PEC sopracitata oppure quella letta oggi nel vostro Giornale a pag. 30 nell’articolo: “Piano di sorveglianza, caso politico regionale”.

Cordialmente,

Rete Zero Pfas Veneto
Sito web: www.zeropfas-italia.org
e-mail: info.veneto@zeropfas-italia.org

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