Le Mamme No Pfas a Roma alla conferenza del Foro italiano dei movimenti per l’acqua
Mentre alla Nuvola di Roma 52 Paesi discutono della crisi idrica del Mediterraneo, fuori dalle sale del vertice prende forma un’altra idea di acqua: bene comune, diritto umano, non merce.
È questo il filo conduttore del controforum organizzato dal Foro italiano dei movimenti per l’acqua, insieme a realtà provenienti da diversi Paesi.
Al centro della protesta anche le Mamme No PFAS, arrivate per raccontare l’inquinamento della falda veneta e la presenza dei “forever chemicals” nel sangue dei loro figli.

Il contrasto raccontato da Domani è anche linguistico: da una parte si parla di investimenti, finanza blu, digitalizzazione e water credits; dall’altra di diritto all’acqua e difesa delle comunità.
Il Forum istituzionale propone infatti nuovi strumenti finanziari per affrontare il deficit di investimenti necessario alla transizione idrica, mentre i movimenti denunciano il rischio di una crescente finanziarizzazione dell’acqua.
Renato Di Nicola, portavoce del Foro, parla di una battaglia «culturale»: secondo i movimenti, nelle sedi ufficiali la società civile sarebbe presente solo formalmente, mentre le decisioni verrebbero discusse soprattutto tra istituzioni e grandi operatori economici.
Dalla Catalogna alla Colombia, i movimenti riuniti a Roma hanno rilanciato anche il tema del water grabbing, cioè l’appropriazione e il controllo delle risorse idriche a danno delle comunità e degli ecosistemi.
E dentro questa battaglia per definire che cosa sia davvero l’acqua trovano spazio anche i PFAS: la testimonianza delle Mamme No PFAS porta nel dibattito internazionale una vicenda concreta di contaminazione, salute e diritto all’acqua.
Una lettura interessante per capire perché, dietro la crisi idrica, si stia aprendo una partita molto più ampia: chi decide sull’acqua, chi la controlla e soprattutto se l’acqua debba essere considerata un diritto o un prodotto.
👉 Leggi l’articolo completo di Federica Rossi su Domani per capire perché, dietro la crisi idrica, si stia aprendo una partita molto più ampia: chi decide sull’acqua, chi la controlla e soprattutto se l’acqua debba essere considerata un diritto o un prodotto: «L’acqua è un bene comune, non un prodotto»: la protesta del Foro dei movimenti

