Comunicato stampa. La Rete Zero Pfas ricevuta in Regione Veneto: ottenuti impegni su tavolo tecnico, sanità, mense e trasparenza dei dati
La delegazione, composta dai rappresentanti del Movimento Mamme No PFAS, ISDE, Medicina Democratica e Italia Nostra, porta a casa importanti aperture. Ora servono atti concreti, tempi certi e il coinvolgimento effettivo dei cittadini.
Venezia, 6 novembre 2026
Nella giornata di oggi, una delegazione della Rete Zero PFAS Veneto, accompagnata dalla rappresentanza del Movimento Mamme No PFAS Michela Piccoli e Giovanna Dal Lago; ISDE; Medicina Democratica e Italia Nostra, è stata ricevuta presso la sede di Palazzo Balbi della Regione Veneto.

L’incontro ha rappresentato un importante passaggio nel confronto tra cittadini e istituzioni, consentendo di ottenere impegni e aperture su questioni fondamentali per la tutela della salute pubblica, la sicurezza alimentare e la trasparenza delle informazioni sulla contaminazione da PFAS.
Al centro del confronto, la necessità che i cittadini non siano semplici destinatari delle decisioni, ma possano partecipare attivamente ai processi di controllo, prevenzione e gestione della problematica Pfas.
I RISULTATI E GLI IMPEGNI OTTENUTI
LA RETE ZERO PFAS VENETO PARTECIPERÀ AL TAVOLO TECNICO
L’assessore Gerosa si è impegnato a favorire la partecipazione della Rete Zero Pfas Veneto al Tavolo Tecnico interistituzionale, secondo il principio della partecipazione già adottato nell’ambito della Sanità Partecipata.
Riteniamo sia un risultato importante: chi da anni segue la vicenda PFAS, raccoglie informazioni, denuncia criticità e rappresenta le preoccupazioni delle comunità deve poter contribuire direttamente al confronto istituzionale.
ESAMI DEL SANGUE PER DOSAGGIO PFAS ACCESSIBILI A TUTTA LA POPOLAZIONE
Gli esami ematici per il dosaggio dei PFAS saranno prescrivibili dai medici di base, rendendoli accessibili non solo alla popolazione della zona rossa ma a tutti i residenti in Veneto che ne faranno richiesta.
Un passaggio che permetterà ai cittadini di conoscere il proprio livello di esposizione a queste sostanze a tutela della propria salute.
MENSE SCOLASTICHE E OSPEDALIERE PFAS-FREE
È stato assunto l’impegno di garantire alimenti PFAS free nelle mense scolastiche e ospedaliere, con particolare attenzione alla protezione delle fasce più vulnerabili della popolazione.
È stata infatti riconosciuta come prioritaria la tutela della sicurezza alimentare, con particolare riferimento all’erogazione dei pasti destinati a bambini e soggetti fragili.
TRASPARENZA SUI CONTROLLI DEGLI ALIMENTI
La Regione ha comunicato che i risultati delle analisi sugli agroalimentari saranno resi pubblici a breve, indicativamente entro gennaio 2027.
La pubblicazione dei dati è indispensabile per permettere ai cittadini di conoscere la reale situazione della attuale contaminazione nel territorio e poter decidere in modo consapevole quali prodotti alimentari consumare.
IL NODO CRITICO DEGLI ALLEVAMENTI E DEGLI ALIMENTI
In merito alla contaminazione della filiera zootecnica, è stato confermato che ad oggi i risultati delle analisi hanno rilevato livelli molto elevati di PFAS nella carne di animali abbeverati con acqua contaminata e che i lotti fortemente contaminati sono stati ritirati dal commercio a tutela dei consumatori.
È stata inoltre evidenziata la criticità dei prodotti destinati all’autoconsumo provenienti da coltivazioni e allevamenti domestici: ortaggi, animali da cortile e uova possono non essere sicuri quando provengono da irrigazione e abbeveraggio con acqua di pozzo.
Abbiamo sollecitato una comunicazione chiara e capillare ai cittadini sui rischi sopra descritti.
ACQUA POTABILE: LE INFORMAZIONI EMERSE
Durante l’incontro è stato riferito che circa l’80% dell’acqua che oggi arriva ai rubinetti delle abitazioni proviene da fonti considerate non contaminate, in particolare dai bacini di Camazzole, Belfiore, Dueville e Recoaro.
Anche su questo tema abbiamo chiesto che vengano date informazioni precise, dati aggiornati e trasparenti ogni 6 mesi, affinché ogni cittadino possa conoscere la provenienza e la qualità dell’acqua che utilizza.
LE CRITICITÀ TECNICHE E LE QUESTIONI ANCORA APERTE
La delegazione ha inoltre portato all’attenzione della Regione alcune questioni tecniche fondamentali, che non possono essere trascurate nella valutazione complessiva della contaminazione.
In particolare, è stato chiesto che in tutti i documenti divulgati alla popolazione relativamente alle analisi delle matrici ambientali venga sempre riportato l’errore relativo alla metodica utilizzata, affinché i risultati siano correttamente interpretati e non si producano valutazioni fuorvianti.
È stato inoltre evidenziato che i dati emersi recentemente sulla contaminazione da acceleranti sono ancora parziali e che occorre approfondire ulteriormente il fenomeno.
La delegazione ha ricordato anche la necessità di considerare le CSC (Concentrazioni Soglia di Contaminazione), già previste per altri inquinanti, e ha sottolineato una grave lacuna normativa: per gli inquinanti nelle matrici di aria e suolo, non esistono limiti specifici di riferimento.
Sono questioni che richiedono approfondimenti scientifici, tecnici e normativi e che dovranno trovare spazio nel lavoro del Tavolo Tecnico.
I PROSSIMI PASSI: ORA SERVONO TEMPI CERTI
La complessità della questione PFAS è enorme e il tempo a disposizione durante l’incontro non ha consentito di affrontare tutti gli argomenti ancora aperti.
Restano da approfondire numerose questioni, tra cui quelle relative a Chemviron, FIS, contaminazione da acceleranti, alle metodiche analitiche, ai controlli ambientali e alla sicurezza delle diverse matrici.
La Rete Zero PFAS ritiene che il nuovo Tavolo Tecnico interistituzionale debba diventare la sede concreta in cui affrontare in modo approfondito tutte queste problematiche, con il contributo delle competenze scientifiche, delle istituzioni e delle rappresentanze dei cittadini.
Per questo attendiamo ora con urgenza la convocazione ufficiale del Tavolo e la definizione di un calendario certo per l’avvio dei lavori.
UNA VITTORIA DELLA MOBILITAZIONE DEI CITTADINI, MA NON ABBASSIAMO LA GUARDIA
L’incontro di oggi rappresenta un risultato importante della mobilitazione dal basso e dell’impegno di tante persone e associazioni che da anni chiedono verità, trasparenza e tutela della salute.
La partecipazione della Rete Zero PFAS Veneto al Tavolo Tecnico, l’accessibilità degli esami ematici, l’attenzione alla sicurezza alimentare e la pubblicazione dei dati sono passi importanti nella direzione giusta.
Ma gli impegni devono ora trasformarsi rapidamente in provvedimenti, procedure operative e atti ufficiali.
La Rete Zero PFAS continuerà a vigilare affinché nessuna promessa resti sulla carta.
La salute delle persone, la sicurezza dell’acqua e degli alimenti e il diritto dei cittadini a essere informati e coinvolti non sono concessioni: sono diritti fondamentali.
Non chiediamo promesse.
Chiediamo trasparenza, partecipazione e azioni concrete.
Rete Zero Pfas Veneto
NOTA
Rete Zero Pfas Veneto ha consegnato all’assessore Gerosa copia cartacea della seguente documentazione, successivamente inviata anche in formato digitale:
1- Movimento Mamme No Pfas: “Domande e riflessioni” di Michela Piccoli e Giovanna Dal Lago
2- Rete GAS Vicentina: “Domande e riflessioni su alimentazione e agricoltura” di Marzia Albiero
3- “Bonifica Miteni: le richieste delle Associazioni e cosa chiediamo alla Regione Veneto”.
4- ISDE: “Dalle rassicurazioni agli interventi concreti”, della dott.ssa Vitalia Murgia.
5- Rete Zero Pfas Italia: Capitolati “Pfas free” nelle mense scolastiche
6- Rete Zero Pfas Italia: “I sette capisaldi di una Legge Nazionale che vieti l’uso e la produzione di PFAS”
7-SVE e bonifica Miteni, del dott. Francesco Basso

