Inquinamento da PFAS: l’appello degli eurodeputati a von der Leyen

Un gruppo trasversale di eurodeputati — tra cui gli italiani Cristina Guarda (Greens/EFA – Verdi/ALE) e Dario Tamburrano (The Left – La Sinistra) — ha inviato una dura e accorata lettera alla Presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, per denunciare il grave silenzio delle istituzioni di fronte all’emergenza dell’inquinamento da PFAS in Europa. Nel recente discorso sullo stato dell’Unione è infatti mancato qualsiasi riferimento alla promessa proposta di divieto generale per queste sostanze chimiche tossiche e persistenti.

Il post di Rete Zero Pfas Italia in cui si denunciava il rifiuto della von der Leyen ad incontrare una delegazione degli attivisti ambientali

Le testimonianze raccolte sul campo dagli eurodeputati delineano un quadro drammatico che attraversa diversi Paesi europei:

  • A Uccle, in Belgio, i cittadini non possono più coltivare frutta e verdura nei propri giardini.
  • Nelle Fiandre, intere comunità sono sottoposte a continui monitoraggi sanitari a causa delle acque sotterranee contaminate.
  • A Dordrecht, nei Paesi Bassi, l’inquinamento industriale ha causato un incremento dei casi di cancro.
  • In Germania, ad Altötting, la contaminazione si estende per oltre 380 km².
  • In Francia, le popolazioni lungo il fiume Rodano registrano concentrazioni elevated di PFAS nel sangue e patologie tiroidee.

L’Italia si trova purtroppo in prima linea: in Veneto, Toscana, Piemonte e nel Bresciano i PFAS sono diffusi nell’aria, nell’acqua e nel suolo a causa delle attività chimiche, tessili e industriali. Particolarmente simbolico è il caso di Spinetta Marengo, dove la Commissaria Roswall ha incontrato la dirigenza dello stabilimento Syensqo — i cui vertici sono a processo — senza concedere alcun ascolto ai cittadini.

La Commissaria Roswall insieme alla dirigenza dello stabilimento Syensqo (Alessandria)

I numeri dell’emergenza in Europa sono imponenti:

  • Oltre 23.000 siti sono già riconosciuti come contaminati.
  • Più di 21.500 siti sono fortemente sospettati di inquinamento.
  • Circa 12,5 milioni di cittadini europei bevono quotidianamente acqua contaminata da PFAS.

Di fronte a questa crisi, i parlamentari chiedono non solo una rapida e generale restrizione dell’uso dei PFAS, ma anche l’applicazione rigorosa del principio “chi inquina paga” per garantire bonifiche ed equi risarcimenti. La lettera mette infine a nudo una inaccettabile disparità democratica: mentre la Commissione incontra regolarmente le lobby dell’industria chimica, le richieste di udienza presentate dalle associazioni dei cittadini e dall’Ufficio Europeo dell’Ambiente (EEB) vengono continuamente respinte.

Come Rete Zero PFAS Italia rilanciamo con forza questo appello: è ora che le istituzioni europee mettano al primo posto la salute delle persone e la difesa dei nostri territori.

Il post sul nostro blog con il link all’articolo di Beatriz Ortiz Martinez – Senior Communications For Chemicals dell’ European Environmental Bureau (EEB)

Di seguito la lettera inviata dagli Eurodeputati alla Presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen (originale in inglese e traduzione in italiano).

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