L’acqua inquinata dai PFAS è il regalo (sgradito) delle Mamme No PFAS all’industria chimica

Azioni sul campo, intrecci di potere e diritti violati: la protesta no-PFAS alza il tiro a Mantova

Un momento della protesta delle Mamme No PFAS

Durante il convegno dedicato al futuro della chimica, alcuni attiviste delle Mamme No PFAS del Veneto e del gruppo “Ce l’ho nel sangue” di Spinetta Marengo hanno messo in atto un’azione dimostrativa consegnando a Francesco Luccisano, direttore per l’Italia di Syensqo, tre bottiglie d’acqua prelevata dal pozzo di “mamma Giovanna”. Le tre bottiglie rappresentano i “doni chimici” di una contaminazione che lega tragicamente territori distanti: il Veneto (segnato dall’eredità Miteni), il Piemonte (con il sito di Alessandria) e il distretto industriale di Lote Parshuramin in India dove sono stati trasferiti gli impianti ex Miteni ora attivi nello stabilimento di Laxmi Organic Industries a Lote Parshuram nel distretto di Ratnagiri nello stato del Maharashtra.

Oltre al gesto simbolico, le attiviste hanno richiesto la pubblicazione dei dati sanitari e delle analisi effettuate sui dipendenti dello stabilimento piemontese, ricordando che dietro quei dati ci sono la salute e le vite di lavoratori e famiglie. Le mamme, attraverso le parole di Michela Piccoli, storica Mamma NO Pfas, hanno ribadito che non bastano le bonifiche o i sistemi di filtraggio a valle: occorre interrompere la produzione dei PFAS direttamente alla fonte tramite un bando totale e immediato di queste sostanze persistenti.

Francesco Luccisano (al centro), direttore per l’Italia di Syensqo

Questa contestazione si inserisce in una riflessione più ampia sulla filiera e sugli interessi che ruotano attorno ai derivati del fluoro. Le inchieste e le testimonianze del movimento mettono in luce come il settore dei fluoropolimeri goda da decenni di protezioni e pressioni d’impatto trasversale, intrecciando l’ambito produttivo a settori strategici come quello militare e tecnologico. Una “sorprendente e amara verità” che svela come la tutela della salute pubblica sia stata sistematicamente subordinata agli equilibri economici.

Le mamme protagoniste dell’azione dimostrativa

Il messaggio che come Rete Zero PFAS Italia ribadiamo resta fermo e intransigente: l’acqua, la terra e i corpi dei nostri figli non sono merce di scambio, e la battaglia continuerà finché non verrà garantito lo stop definitivo ai veleni chimici.

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