Esposizione ai PFAS: per i Vigili del Fuoco il rischio è doppio

Oltre a condividere il rischio di esposizione quotidiana tramite acqua e cibo come ogni cittadino, i Vigili del Fuoco corrono un rischio “doppio” e direttamente legato alla loro professione.

A riportare l’attenzione su questa emergenza è un approfondimento pubblicato su Vita.it (che riprende anche le inchieste e le denunce condotte da IrpiMedia, Greenpeace e USB), che mette in luce un paradosso: gli strumenti e i dispositivi creati per proteggere la vita dei pompieri finiscono per esporli a sostanze altamente tossiche e cancerogene.

Come evidenziato nell’articolo e dalle analisi condotte nei laboratori e sugli operatori, i Vigili del Fuoco oltre ad essere esposti all’inquinamento da PFAS presente nell’ambiente e nella catena alimentare, nell’esercizio del loro lavoro entrano in contatto con concentrazioni elevate di PFAS presenti nei dispositivi di Protezione Individuale (DPI) come tute ignifughe, guanti e abbigliamento di protezione trattati con PFAS e nelle schiume antincendio (AFFF) che vengono utilizzate negli interventi su incendi industriali e di carburanti, ad altissimo contenuto di composti fluorurati.

I dati e gli studi: l’allarme IARC e i test sul sangue

L’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) ha già classificato l’esposizione professionale dei vigili del fuoco come cancerogena per l’uomo (Gruppo 1).

Le analisi svolte su campioni di sangue di vigili del fuoco italiani in laboratori specializzati hanno confermato la presenza di PFAS nell’organismo degli operatori, oltre che su divise e dotazioni nuove e usate. A questo si aggiungono i crescenti segnali d’allarme sollevati dai familiari di pompieri deceduti per patologie oncologiche e tumori rari.

Chiediamo:

  • Transizione immediata verso DPI “PFAS-free” e sostituzione delle schiume fluorurate con alternative ecocompatibili e sicure per gli operatori.
  • Screening ematici periodici e gratuiti per tutto il personale del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco.
  • Riconoscimento della correlazione e delle malattie professionali per le patologie derivanti da esposizione a inquinanti eterni.
  • Un bando totale e definitivo della produzione e dell’uso dei PFAS a livello nazionale ed europeo.

Proteggere chi ci protegge deve essere una priorità delle istituzioni!

(Post a commento dell’articolo apparso su Vita.it)

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