PFAS, esperienza incarnata: quando la contaminazione entra nei corpi e nella vita quotidiana

Venerdì 9 ottobre a Bassano del Grappa, dal libro di Laura Fazzini alle voci delle attiviste.

La contaminazione da PFAS non rimane fuori da noi: entra nell’acqua, attraversa l’ambiente, raggiunge i corpi e si deposita nelle storie individuali e collettive. È da questa prospettiva che nasce “PFAS. Esperienza incarnata”, l’incontro pubblico in programma venerdì 9 ottobre alle ore 18.00, nella Sala Biancanievo di Villa Angaran San Giuseppe a Bassano del Grappa.

L’iniziativa è promossa dal collettivo femminile Laboratorio Obiettivo 5, con il patrocinio del Comune di Bassano del Grappa e in collaborazione con Rete Zero PFAS Veneto.

Il dialogo prende le mosse dal libro della giornalista Laura Fazzini, “PFAS. Un disastro annunciato”, per proseguire con le voci di Mariachiara Rodeghiero, attivista di Medicina Democratica che ha seguito il processo Miteni, e Michela Piccoli, attivista e Mamma No PFAS.
Tre saranno i punti di snodo attraverso i quali leggere il tema: il corpo, la materia e i processi.

Il corpo è il luogo nel quale la contaminazione diventa esperienza: non soltanto un organismo esposto, ma un corpo vivo, consapevole e parlante, capace di rendere visibile ciò che altrimenti resterebbe astratto. Il corpo della donna diverso da quello dell’uomo.
La materia è quella dei PFAS, sostanze “invisibili”, quasi “antimateria”, ma concretamente presenti nell’ambiente, negli oggetti di uso quotidiano e nel sangue. Una presenza che costringe a interrogarci su quanto la contaminazione sia più vicina e diffusa di quanto siamo portati a pensare.
I processi sono le vicende industriali, sociali e giudiziarie attraverso le quali quanto accaduto in Veneto è progressivamente emerso ed è diventato oggetto di conoscenza pubblica, mobilitazione e ricerca di responsabilità.

Il confronto unirà quindi la ricostruzione giornalistica, l’esperienza del processo Miteni e la testimonianza diretta di chi ha incontrato la contaminazione nella propria vita. Non una successione di interventi specialistici, ma un dialogo capace di tenere insieme fatti, corpi ed esperienze.

Lo sguardo scelto da Laboratorio Obiettivo 5 parte dalle voci e dai corpi delle donne nelle loro diverse età e condizioni. Non per circoscrivere il problema a una dimensione esclusivamente femminile, ma per far emergere come una stessa contaminazione possa attraversare i corpi e le vite in modi differenti e come l’esperienza personale possa trasformarsi in consapevolezza e azione collettiva.

Il senso della serata è racchiuso nel sottotitolo dell’incontro: “L’acqua dovrebbe dare vita. Quando è contaminata, il corpo ne porta la storia”.

L’incontro è aperto a tutta la cittadinanza e la partecipazione è gratuita.

Venerdì 9 ottobre 2026, ore 18.00, Sala Biancanievo di Villa Angaran San Giuseppe,
Bassano del Grappa

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