PFAS nel savonese: l’acqua potabile è fuorilegge e i cittadini fanno scorta con le taniche
La giornalista Laura Fazzini firma per Lavialibera un’inchiesta che documenta la grave emergenza idrica scoppiata in provincia di Savona, dove l’acqua erogata dai rubinetti di diversi comuni — tra cui Borgio Verezzi, Pietra Ligure, Loano e Villanova d’Albenga — è risultata pesantemente contaminata da concentrazioni record di PFAS, le sostanze perfluoroalchiliche note per la loro tossicità e persistenza ambientale.

I punti chiave dell’inchiesta:
- Sforamenti enormi: Le analisi hanno registrato valori di PFOA di 1.300 nanogrammi/litro, talmente alti da superare del 6.400% i limiti consentiti, configurando una situazione di allarme per la salute pubblica.
- Disagi quotidiani: A causa dell’inquinamento, l’acqua non può essere né bevuta né utilizzata per cucinare o lavarsi i denti, costringendo i residenti a fare scorte acquistando acqua in bottiglia o riempendo taniche nei punti di distribuzione provvisori.
- Mancanza di prevenzione e controlli: L’inchiesta evidenzia come si sarebbe potuta evitare o arginare l’emergenza con un monitoraggio costante del territorio; tuttavia, le ultime verifiche ambientali dell’Arpa risalivano addirittura al 2021, lasciando il territorio scoperto per anni.
- La gestione dell’emergenza: Le soluzioni tampone messe in campo non bastano a rassicurare la popolazione, e l’emergenza rischia di protrarsi a lungo, mettendo in luce l’ennesima falla nella protezione delle risorse idriche locali rispetto al fenomeno della contaminazione da “inquinanti eterni”.
Un quadro che conferma quanto il problema dei PFAS non riguardi solo i territori storicamente noti come il Veneto o l’Alessandrino, ma rappresenti una vera e propria emergenza nazionale diffusa.

